La sindrome di Achille

In questi giorni mi tornava in mente Achille. Avete presente Achille? Quello invincibile, il più forte di tutti. Un solo punto debole, il tallone. E lui che fa? Va in battaglia con i sandali. Ma allora sei scemo. Mettiti gli stivali, no! Vuoi fare il fico, vuoi far vedere che tu non hai paura del tuo punto debole? Sei scemo due volte!

Noi dovremmo aver cura dei nostri punti deboli. Dovremmo coccolarli, sono come bambini piccoli, hanno bisogno di protezione. Invece  no! Abbiamo la sindrome di Achille. Più sono deboli, più li esponiamo ai pericoli. Sembra che lo facciamo apposta. Facciamo finta di proteggerli, pensiamo di nasconderli, ma poi il risultato è esattamente il contrario. E invece di difenderli li mettiamo in bella mostra.

Forse abbiamo paura di difenderli perché ci vergognamo di loro, preferiremmo che sparissero, che svegliandoci una mattina non ci fossero più. Invece dovremmo volergli bene. Questo fanno le persone che ci amano: vogliono bene ai nostri punti deboli, li difendono, non li disprezzano, non li mettono in piazza. Hanno cura di loro.

And when the tempest is raging
I want you to know got a friend that’s true
Just like a shelter, in a time of storm
I’ll see you through, that’s what I’ll do

I’ll see you through your bad times
I’ll see you through your fears
I’ll see you through your hang ups
Honey I’ll dry all your tears

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