7 cose impossibili

In questo periodo sto un po’ trascurando il blog, che avendo una natura prettamente minchiona, mal si addice con la situazione familiare che sto passando. Meno male che ci sono gli amici blogger (CuoreRotante e RedBavon) che mi tirano per la giacca per riportarmi ai miei compiti sociali (spandere luce e dolcezza), con ben due nominescion a questo prestigioso tag delle sei cose impossibili.

Le regole sono sempre quelle: citare chi ti ha nominato (fatto), inserire il logo del tag (fatto), citare sei cose impossibili (ma vista la già citata natura di questo blog io ne citerò sette), nominare quanti blogger vogliamo (e questo lo farò alla fine).

Ne cito sette non per un omaggio a Biancaneve, ma perché ho immaginato di distribuirle per i giorni della settimana (infatti se erano otto, sarebbe stata una ottomana, ma in questo periodo di terrorismo arabo, meglio non correre rischi………va be’ me la pianto). E quindi andiamo a cominciare.

Il lunedì è un giorno  faticoso, ripetitivo, esasperante. Proprio un giorno di merda. Per questo la cosa impossibile potrebbe essere insegnare ad un adolescente il corretto uso del bagno. Se ne potrebbe fare un manualetto:

  1. Non siamo a Happy Days, tu non sei Fonzie e questo non è il bar di Arnold, quindi non ci si possono passare le serate
  2. Cambiare il rotolo di carta igenica quando finisce non provoca malattie invalidanti
  3. Lo spazzolone non morde. Si può usare senza correre pericoli
  4. I pezzi di dentifricio usato sul lavandino non costituiscono titoli di merito
  5. Lasciare aperta l’acqua della doccia per ore prima di entrarci non dà crediti scolastici
  6. Varie ed eventuali

Il martedì è il giorno della presa di coscienza. Hai quasi tutto davanti e quello che avevi dietro te lo sei quasi dimenticato. E’ uno scontro con la realtà, che non fa sconti. A differenza di Poltrone&Sofà. Ecco, la cosa impossibile del martedì potrebbe essere comprare un divano da Poltrone&Sofà senza avere uno sconto, una promozione, un’offerta irrinunciabile solo per questa settimana, mi raccomando non mancate.

Il mercoledì è femmina, è il giorno al centro, che pianifica e organizza, predispone quello che va fatto dopo e sintetizza quello già fatto prima. La cosa impossibile sarebbe finalmente eliminare ogni discriminazione per cui una donna non può andarsene per la città in piena notte senza temere qualcosa. Ogni distinzione sul mondo del lavoro, ogni pretesa nel mondo domestico, tali per cui la donna in troppi contesti ancora oggi, come cantava il grande Lennon, is the nigger of the World.

Il giovedì è maschio, è il giorno dell’attività, del fare, perché se non lo fai di giovedì poi scatta il “ne parliamo la prossima settimana”. Quindi la cosa impossibile sarebbe il prendere pienamente coscienza di noi. Di chi siamo, di cosa possiamo fare, di quale sia esattamente il nostro posto. Perché poi alla fine, il problema è proprio quello: se ognuno facesse quello che sa fare, quello che gli piace fare, quello per cui è nato…non saremmo tutti felici? Certo, a volte non dipende solo da noi. Ad esempio io, da oltre trent’anni a questa parte, il giovedì gioco a calcetto. Ecco, avessi trovato qualcuno che mi avesse dato dei soldi per farlo, ora sarei sicuramente una persona soddisfatta e realizzata nel lavoro.

Il venerdì è diventato il nostro “sabato del villaggio”, promessa di quel che accadrà, proiezione del futuro. La cosa impossibile potrebbe essere il vincere le paure. Perché, ricollegandomi a quello che scrivevo sopra, spesso vogliamo essere quello che non siamo per il timore che quello che siamo non andrà bene, non sarà sufficiente, non verrà apprezzato e accettato dagli altri. Non è così semplice? E infatti l’ho messo fra le sette cose impossibili!

Il sabato è il giorno godereccio, il giorno del fare, ma non come il giovedì, è un fare diverso, alternativo, forse altrettanto stancante, ma sicuramente più divertente. La cosa impossibile sarebbe scoprire una cosa buona che non fa male. Perché le cose veramente buone, ma buone buone, fanno tutte male! E allora che so, trovare un vino buonissimo che ne bevi ad ettolitri e non ti fa venire il mal di testa, una bel piatto di spaghetti alla carbonare che non ti alza il colesterolo, un pentolone di coda alla vaccinara che non ti provoca reflusso esofageo. Ma non solo col bere e mangiare. Un tabacco che non fa venire il cancro, una corsa in macchina senza pericolo di sfracellarsi e aggiungete voi a piacimento.

E così arriviamo alla domenica, il giorno del riposo, della pace nell’animo e nel fisico. E’ il giorno in cui dopo tanto affannarsi ti fermi a contemplare ed ecco che anche i desideri più assurdi possono realizzarsi. E cosa c’è di più incantevole, da mirare e rimirare senza mai stancarsi? Cos’è talmente bello da poter essere considerato impossibile se non fosse invece assolutamente vero? Non ho dubbi, sono le tette. Grandi, piccole, a mela, a pera, sode, morbide, non ci sono differenze sostanziali. Le tette (oltre ad essere la prova inconfutabile che noi uomini, diversamente da quanto ci accusano, siamo perfettamente in grado di guardare due cose contemporaneamente) sono l’immagine della bellezza impossibile, del sogno che si fa realtà. Senza che noi abbiamo fatto nulla, senza merito né diritto, senza sforzo né titolo o pretesa: l’impossibile che si fa reale e ti lascia così, incantato e senza parole, grato ed estasiato!

Passiamo alle nomination: non ci sono regole, quindi chi vuole può aggregarsi al giochino. Qui intanto io nomino Zeus V. Elena Tiffany Iome  La Frangia TiZ Chiara Fulvia Amelie Mela La Povna

 

 

 

 

 

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L’infanzia in un tag

La mia amica Fulvia mi ha coinvolto in questo giochino di mezza estate che ci riporta a solleticare i ricordi dell’infanzia. Le regole del gioco:
– Usare l’immagine del tag
– taggare e nominare l’ideatore
– Elencare usando anche delle immagini almeno 5 giochi/oggetti legati alla vostra infanzia (da 0 a 12 anni max)
– Nominare, taggare e avvisare almeno 5 amici blogger

Il primo gioco che mi ricordo sempre presente (e lo è tutt’ora) nei miei momenti di svago è stato il pallone. Ce ne erano diversi. Il più comune era il supertele

palloni leggerissimi, che uniti ai nostri piedi non ancora affinati dalla tecnica creavano delle traiettorie che sfiovano le leggi della fisica. In pratica, andavano dove volevano loro! Poi venne il supersantos

Un pallone ancora molto leggero, ma che aveva già un suo perché. Ma il non plus ultra arrivò con i mondiali del 78 in argentina: il mitico tango!

Costava un sacco di soldi (per le nostre misere finanze di bambini…ma se non ricordo male comunque 10 volte in più degli altri due), ma era quasi un pallone serio. Pur essendo di plastica aveva una consistenza che ricordava molto i palloni di cuoio e con questo si riusciva a giocare partite quasi vere!

Al secondo posto metterei i fumetti. Forse non sono proprio un gioco, ma sicuramente erano, dopo il calcio, il mio passatempo preferito. E lo sono tutt’ora, visto che ogni mese (con somma gioia della mia dolce metà che non sa più dove metterli) compro ancora il mitico Tex

Questa è la copertina del numero uno. In realtà quando cominciai a comprarli io (intorno al numero 120, ma poi trovai tutti gli arretrati) costavano 350 lire! E poi Zagor, Mister No, l’Uomo ragno, Thor, I Fantastici 4, la mia infanzia era piena di nuvolette!

Al terzo posto fra i giochi metterei i soldatini. Ci ho giocato tanto, soprattutto con quelli dell’Airfix, che riproducevano gli eserciti della seconda guerra mondiale. Di seguito quelli dell’Africa Korps del generale Rommel, fra i miei preferiti

I soldatini appartengono al periodo delle elementari, poi arrivò lui e sbaragliò ogni concorrenza. Quando ancora i giochi elettronici erano alla preistoria (c’era una specie di tennis, ovvero due barrette che si muovevano verticalmente e facevano rimbalzare una specie di pallina….due palle) lui era il re di tutti i giochi….il subbuteo!

Avevo una cinquantina di squadre e il panno del campo era inchiodato ad una tavola di compensato che tenevo dietro la porta della stanza. Ci giocavo ore ed ore e quanto mi divertivo!

Per ultimo, come capofila dei vari giochi da tavolo che rallegravano i pomeriggi di pioggia e le serate a casa, nomimo il Risiko, fra tutti secondo me il più divertente (anche se capace di risvegliare gli istinti più infami e perversi anche della persona più buona!)

Chi è che non ha sognato, almeno una volta di andare nella Kamchatka?

E ora devo taggare almeno 5 amici. Allora nomino

https://pindaricamente.wordpress.com/

https://cazzeggiodatiffany.wordpress.com/

https://musicfortraveler.wordpress.com/

https://shockanafilattico.wordpress.com/

https://ameliereality.wordpress.com/

Ma ovviamente chi vuol partecipare si accomodi pure!

I posti che…TAG!

Dunque qualche giorno fa la mi amica Marta mi ha nominato per questo giochino, che ha un sacco di regole (che ovviamente non rispetterò) e dovrebbe riguardare i luoghi. In effetti un blog che nel titolo parla di viaggi, dovrebbe essere perfetto per parlare di luoghi. Ma i miei sono viaggi ermeneutici (oltreché minchionici) e quindi, non me ne vorrà a male la dolce Marta, ma questi che vado a nominare sono posti solo per modo di dire.

Perché non esiste un luogo che non sia abbinato ad un momento, che non sia collegato alle persone con cui eri, allo stato d’animo che avevi mentre eri lì. I luoghi non sono solo la risposta alla domanda “dove?” I luoghi sono anche un “quando”, un “con chi”, un “come” e solo rispondendo a tutte queste domande puoi dire il “perché”. E quindi, fatta questa doverosa premessa, vamos!

Il posto …

1 … che porti nel cuore. Ce ne sono diversi, ovviamente. Ci sono quei luoghi in cui sono stato felice, in cui mi sono sentito protetto, in cui ero a casa. Se proprio debbo dirne uno allora torno indietro di 30 anni e dico quel muretto che sta quasi all’angolo tra via Livorno e via della Marsica, punto di partenza di tanti pomeriggi e tante serate. Nella realtà ora non esiste più: c’hanno messo sopra una cancellata e una siepe e forse è anche giusto così. Rimane come una sorta di monumento, il luogo della mia gioventù.

2 … più divertente. Anche qua, fortunatamente potrei indicarne tanti, ma ancora oggi, rispondendo così, senza starci sopra a pensare più di tanto, dico un campo di calcio. Qualsiasi esso sia. Di cemento, di terra, di erba, un parcheggio vuoto, un prato senza alberi, va bene tutto, basta che si possa dare quattro calci ad un pallone.

4 … più deludente. I luoghi della grandi delusioni sono i luoghi dei fraintendimenti, quelli delle cose non dette, lasciate a metà o totalmente fraintese. Dico le stazioni, perché spesso partire lascia conti in sospeso che più di ogni altra cosa ti fanno sentire deluso. Prima di tutto deluso di te stesso.

5 … più sorprendente. Mi sorprende Roma quando non c’è traffico, mi sorprende quell’anonimo baretto dove fanno un caffè eccezionale, ma non ho dubbi: il luogo che riesce sempre a sorprendermi più di tutti è la mente delle donne.

6 … più gustoso. Anche qui nessuna esitazione: il luogo che rievoca i sapori più intensi, le cose con un gusto mai più provato, è il tavolo della cucina dei miei, quando mia madre orchestrava delle sinfonie irripetibili, abbinando sapori che anche il più grande chef del mondo non sarebbe capace di ricreare.

7 … che ti ha lasciato un ricordo particolare. Qui invece non saprei, perché ce ne sarebbero tanti. Dico la vetta del Sirente, perché ogni volta che arrivi lì, a 2350 metri, dopo 5 ore di cammino, non capisci se sei più stanco o più felice. Ma quando scendi giù, dopo qualche tempo, mentre ritorni con il pensiero a quando eri lassù, capisci che grande bellezza sia la montagna

8 … più romantico. Ma quale altro potrebbe essere se non le braccia dell’amore mio?

9 … che vorresti rivedere. Anche su questo nessun dubbio. Vorrei rivedere lo stadio Olimpico esattamente come l’ho vidi alle 18 e 04 del 14 maggio del 2000.

10 … dove ti piacerebbe andare. In un sacco di posti. Vorrei andare in Australia, alle Hawai, in Zimawe, vorrei tornare in Arizona, ma se devo indicarne uno solo all’ora dico l‘Argentina, ad imparare il tango, a vedere un derby River Plate Boca Juniors e ad assagiare un assado. E prima o poi ci andrò!

Chi vuole continuare il giochino si accodi, ho deciso di taggare solo i blogger ultimi venuti, ma anche tutti gli altri sono i benvenuti: https://forsehopersolechiavi.wordpress.com/, https://diariodiunascimmia.wordpress.com/, https://memoriediunabambolina.wordpress.com/, https://attraversocosestrane.wordpress.com/, https://iosonolennesima.wordpress.com/

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Tag game: 25 Bookish Things

Se si tratta di parlare di libri e letture sono sempre disponibile. Come avrei fatto poi a non rispondere all’accorato appello di uno dei membri (e mai termine fu più appropriato) della grande fratellanza minchionica? Infatti il mio amico Zeus mi invita a partecipare al http://musicfortraveler.wordpress.com/2016/02/26/tag-game-25-bookish-things/, scrivendo 25 aneddoti sui libri, ma direi sulla lettura in generale. Vamos!

  1. A 15 anni avevo già letto due volte Il Signore degli Anelli. Non ve ne frega niente? E va be’, pazienza. Mi andava di cominciare così per mettere subito in chiaro il mio rapporto patologico-viscerale con i libri.
  2. Adoro i libri seriali. Perché in effetti uno ci mette un po’ a creare un bel personaggio, un’ambientazione particolareggiata, dei comprimari all’altezza e una volta finita la storia, puff! Tutto finito. Eh no! Per questo adoro i sequel e anche i prequel.
  3. Forse per questo stesso motivo, quando trovo un autore che mi ispira tendo a leggere tutto quello che scrive. Con Pennac sono arrivato alle favole per bambini!
  4. E a proposito di bambini, la passione per la lettura ce l’ho sempre avuta, ma non è nata con i libri, bensì con i fumetti. E ci sono fumetti che leggo da oltre 40 anni! Tex e l’Uomo Ragno su tutti, ma anche moltissime altre serie della Bonelli e quasi tutte quelle Marvel. Il problema dei fumetti è che li tratto come i libri e quindi una volta letti li colleziono. Purtroppo, non avendo a disposizione magazzini, un po’ alla volta mi sono dovuto arrendere all’inevitabile. Resiste solo l’intera collezione di Tex, oltre 650 fumetti, belli inscatolati sotto al letto.
  5. Forse sarà per questo che poi alla fine mi sono convertito al Kindle. Lo spazio è una variabile essenziale. Ma poi, una volta che ci prendi la mano, bisogna ammettere che è di una comodità estrema.
  6. Ad ogni modo le librerie continuano ad esercitare su di me un influenza al limite del patologico. Sono i posti più belli del mondo! Ci potrei passare le ore, girando e rigirando, solo a leggere titoli e quarte di copertina. Ora poi mi segno i titoli che mi interessano di più e poi li prendo in ebook.
  7. Quelle che non mi hanno mai affascinato più di tanto sono le biblioteche, anche se a dir la verità, quella dove studiavo all’Università era veramente bella. Ma perché Villa Mirafiori (la sede di Filosofia a Roma) è bellissima e come poteva non esserlo anche la biblioteca?
  8. Uno dei grandi vantaggi del Kindle è che mi permette di leggere di notte, senza rompere gli zebedei alla mia dolce metà. Avendo sempre avuto una relazione difficile con il sonno, leggere è una gran bel modo per non annoiarsi a guardare il soffito mentre ti rigiri di qua e di là.
  9. Altro vantaggio del kindle è il poter leggere in metropolitana in maniera molto più comoda. Ed essendo quello il posto dove leggo di più (dopo il letto), non è una vantaggio da poco.
  10. Senza contare il fatto che è più facile portarsi appresso molti libri, quando ad esempio viaggi fuori.
  11. Non mi piace leggere più libri alla volta. Anche in questo sono monogamo.
  12. Però, c’è un però a quest’ultima affermazione. Non sono uno di quelli che legge per forza fino alla fine. Caro libro, se mi fai cagare io ti mollo. E già la vita ha tante rotture di scatole, se persino leggere dev’essere una cosa pesante no eh!
  13. Adoro i libri umoristici, i libri che fanno ridere. E non è facile trovare libri che davvero fanno ridere.
  14. Per questo adoro Wodehouse. Che per carità, forse sarà anche ripetitivo (io ho una quaratina di titoli), ma riesce sempre a farti entrare in questo spazio senza tempo, in queste situazioni inverosimili, ma allo stesso tempo travolgenti, che mi fanno impazzire.
  15. In realtà mi piacciono anche le storie romantiche, quelle avventurose, i gialli, i polizieschi. Mi piace variare genere. Perché limitarsi ad una solo nota, quando puoi avere tutte le melodie che vuoi?
  16. Ecco, se proprio dovessi dire un genere che mi annoia, direi la letteratura erotica.
  17. Poi magari ci sono generi che ho coltavato molto in passato e poi abbandonato lì. Ad esempio le biografie. Ne ho lette diverse, mi piacevano molto, forse perché la storia mi ha sempre appassionato, ora però saranno decenni che non ne leggo una.
  18. A parte le biografie musicali, che continuo ad adorare. Ma lì perché si fondono insieme musica e lettura, le due ancelle che accompagnano le mie giornate da quando mi sveglio a quando vado a letto (e come ho detto prima, anche oltre!)
  19. Mi dispiace non essere così bravo da poter leggere qualche libro in lingua originale. C’ho provato, proprio con Wodehouse, ma è troppo faticoso. Nun je la fo!
  20. Tra libri e film non ho mai avuto dubbi: per me anche il film più bello non renderà mai giustizia del libro da cui è stato tratto.
  21. E qui nasce un grande dolore legato alla lettura. O meglio alla non lettura. Quella che pervicacemente portano avanti i miei figli. Dirgli di leggere un libro è come dargli una punizione. Le ho provate tutte, fina da piccoli, ma niente da fare. Generazione del video.
  22. Sarò vecchio, chissà ma io non solo adoro leggere. Mi piace un sacco anche rileggere. Ho già detto di Tolkien, ma un sacco di altri libri ho letto più di una volta. Per non parlare dei fumetti! Penso che quella cinquantina di numeri di Tex che va dal 120 circa in sù, potrei raccontarveli uno per uno, tante sono state le volte che li ho letti. E ora perché non ho tempo, se no smetterei di scrivere e andrei a ritirarli fuori da sotto il letto, solo per rivederne le copertine.
  23. Adoro le copertine dei fumetti, così come quelle dei libri. Mi incanto davanti alle edicole, vorrei comprarmeli tutti, così come nelle librerie. Ma poi dove li metto? Potrei semplicemente leggerli e darli via. Ma non ci riesco, già lo so!
  24. Oltre alle copertine, mi innamoro dei titoli. Un titolo azzeccato, che stuzzica la curiosità, è essenziale, fa parte del piacere stesso della lettura.
  25. Al di là di tutto, al di là dei generi, degli autori, delle copertine, dei titoli, quelli che mi danno più soddisfazione – da gran presuntuoso, ma fino ad un certo punto – sono quei libri che quando li ho terminati, riconosco che io non avrei potuto scrivere.

Arrivati a questo punto devo taggare qualcuno per continuare il giochino. E allora ne scelgo 10 fra gli altri (chi altro vuole cimentarsi è benvenuto) e taggo qui

https://paroledimaru.com/https://angelcage.wordpress.com/https://pendolante.wordpress.com/https://sguardiepercorsi.wordpress.com/https://mrsbean73.wordpress.com/https://erodaria.wordpress.com/https://uaresovain.wordpress.com/https://tuttolandia1.wordpress.com/https://laveneredeglistracci.wordpress.com/https://ilmondodelleparole.wordpress.com/

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Tu chiamele se vuoi….Emozioni Tag

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Premesso che i giochi a premi che imperversano su wordpress non è che proprio mi entusiasmino (e infatti sono solito declinare le pur cortesi nomination) oggi voglio fare un’eccezione. Sì lo so, questa cosa l’avete già sentita (anzi letta) quando addirittura mi inventai io un premio, il prestigiosissimo Superteleminchione-blog-award. Ma torniamo a noi, dicevo che voglio fare un’eccezione. Un po’ perché effettivamente è tanto che non mi cimento, un po’ perché mi va di fare da vetrina a nuovi blog scoperti da poco. Sarebbe stato facile citare i soliti Zeus o Gintoki e compagnia bella. No, facce nuove, almeno per me che li ho scoperti recentemente e spero per chi li leggerà.

Veniamo alle regole, che ovviamente come da tradizione non rispetterò. Il premio Emozionami Tag (o forse era Tag Emozionami? A quest’ora rischio di fare confusione) è stato inventato dalla bella e brava Dora di almenotu.wordpress.com e mi è stato ufficialmente conferito dall’altrettanto bella e brava Mrsbean di https://mrsbean73.wordpress.com/ Saltando in modo del tutto arbitrario tutte le altre regole me ne sono imposta una io. Ho inserito post di blogger che non conosco, né di persona, né virtualmente su FB. Questo proprio per ribadire quello che dicevo prima. Se non servono da vetrina, per far conoscere nuovi blog, a cosa servono questi premi?

Ma andiamo al nocciolo della questione: citare dieci articoli che vi sono piaciuti, vi hanno emozionato, vi hanno fatto esclamare “perbacco! Non sarà “Le avventure di Huckleberry Finn”, però è certamente una bel post“.

Cominciamo con un blog che forse molti già conoscono, ma per me è una novità relativamente recente: immagini , poesie, racconti. Vale sempre la pena passarci https://seidicente.wordpress.com/2015/10/08/fermo/

In questo blog trovate singole frasi, o immagini, sempre con qualcosa da dire e da trasmettere. Tipo questa https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2015/10/19/immagine-del-giorno-268/

Il blog di ninja non è roba semplice, né leggera. Ma una volta che ti ci imbatti non puoi non continuare a seguirlo https://ninjalaspia.wordpress.com/2015/09/14/il-godimento-della-scrematura/

Daria probabilmente la conoscete, ma io l’ho scoperta da poco e la leggo sempre. Perché? Be’, leggete qui e datevi una risposta!  https://erodaria.wordpress.com/

Un altro blog fatto di immagini e spunti sempre interessanti https://germogliare.wordpress.com/2015/10/18/cosa-e-giusto-fare-2/#comments

Lasciatevi incantare dai suoni poetici e dalle immagini degli Istanti Evanescenti. Tipo questo qui 0105

Aiutatemi a convincere questa amica che è assolutamente il caso di continuare a scrivere,  https://dellaleggerezza.wordpress.com/2015/06/20/la-vita-degli-altri/

Mela forse è già conosciuta dai più, il suo blog è sempre molto vario e stimolante, ad esempio, qui una bella riflessione sui blog https://lamelasbacata.wordpress.com/2015/10/12/del-parlar-di-blog-ed-altre-tortuosita-2/

Questa principessa è l’ultima scoperta. Una gran bella scoperta! https://nomaitroppotardi.wordpress.com/2015/10/16/un-post-al-giorno-una-constatazioneil-buon-we/

E finiamo con questo post di Giò. . Se non conoscete il suo blog male. Se non continuate a leggerlo dopo aver letto quest’articolo (uno dei tanti, la scelta era complicata) peggio per voi. Evidentemente non capite una cippalippa. A meno ché non siate norvegesi e non parlate una parola d’italiano. Allora magari siete scusati. Qui ho fatto una piccola eccezione perché il blog di Giò lo conosco effettivamente già da un po’. Ma mi piace troppo e mi piace troppe lei per non citarlo. E poi ve l’ho detto, faccio un po’ come me pare.

 

Mood Music Tag

Quel gran minchione del mio amicone Zeus mi ha coinvolto in questo giochino assai carino (da notare la doppia rima). E chi sono io per non accontentarlo? Si tratta di una di quelle catenedisantantonio che vanno alla grande su WordPress, ma che effettivamente aiutano a impicciarsi degli affari altrui, meglio di qualsia altra cosa. Le regole sono molto semplici:

– Per partecipare devi essere stato taggato almeno una volta.
– Scegli almeno 5 tracce musicali (io, tanto per essere originali ne ho messe 9) che rispecchino alcune emozioni o stati d’animo al positivo.
– Tagga almeno 5 blogger (niente di originale, ne ho messi 10) e avvisali di averli taggati.
– Cita il mio blog all’interno del tuo articolo con link diretto o esteso: GHB Memories  https://ghbmemories.wordpress.com, scrivendo che l’idea è partita da qui.
– Se vuoi spiega anche brevemente perché hai scelto alcune tracce piuttosto che altre.

C’è però un problema. Un post simile l’ho già scritto! NelLe mie 10 canzoni vi avevo racconto quali sono e perché le canzoni che costituiscono la colonna sonora della mia vita. Che fare dunque? Ribadisco? Copio? In realtà una via d’uscita c’è: in quelle 10 non ci sono canzoni italiane (forse non a caso) e dunque qui posso raccontare quali sono le canzoni autoctone che per me sono più importanti di altre.

E cominciamo con quella che a mio insindacabile giudizio è la più bella canzone italiana. Lo so è molto arbitrario dire così e poi il bello è che non amo particolarmente Venditti, anzi mi sta anche un bel po’ sugli zebedei. La domanda infatti è, ma come gli è uscita una canzone così bella?

Questa è in rappresentanza della mia infanzia, passata fra cugini più grandi, tutti folli per quello che resta in assoluto il mio cantante italiano preferito

Il terzo posto del podio lo do ad un altro cantante che non amo, che non mi è simpatico, ma che forse più di qualsiasi altro penso tra cent’anni verrà studiato dai ragazzi che dovranno approfondire la poesia del secondo novecento.

Passiamo poi ad una tipica rappresentante della categoria canzoni minchione. Sai quelle canzoni sceme, che però ti entrano in testa e non ne escono più? Avrei potuto mettere Tiamoti, ma su Umbertone già vi ho intrattenuti altrove. Potevo citare E guardo il mondo da un oblò, mi annoio un po’, ma il “ti ti titi tirititti” con tutto il detto non detto, le allusioni metafisiche e anche un po’ paraculiche, mi riproeietta nei miei 14 anni e cosa c’è di meglio di avere 14 anni?

Saltellando nei ricordi, se il “ti ti titti ti ritittiti” è il lato minchione, “la seconda stella a destra” indica il lato poetico e sognante dei 14 anni. Penso che sia in assoluto quella che ho ascoltato di più, quella più consumata dalla puntina, la prima della seconda facciata dell’ LP, quando per riascoltarla dovevi alzarti, muovere il braccetto e riportarlo indietro.

E così arriviamo ai 15 anni, che però sono anni difficili, contrastanti, come questo ricordo. Canzone bellissima, ma triste, perché non può non farmi tornare alla mente quella mattina di giugno dell’81, quella fermata sulla Nomentana dove tutti i giorni prendevo l’autobus per tornare a casa, i fiori sull’asfalto

Ma la vita non finisce mica a 15 anni…e se devo fare un passetto in più chi meglio di lui per riaccendere la follia dei 16? Una canzone folle in effetti, politically uncorrect come solo lui sapeva essere. Bellissima!

Dopo di ché arriviamo ai 18, alla maturità, agli anni e ai ricordi più belli. E allora non posso non citare il cantante di cui da trent’anni in qua non mi sono perso un concerto. Come accompagnatore, s’intende, ma in fondo che cambia? Infatti, il bello è che manco mi piaceva! Poi certo, alla lunga me lo sono anche fatto piacere. Però debbo riconoscere che prima che tutto cominciasse, questa canzone e tutto quell’LP è quello che più di qualsiasi altro mi ricorda quella lunga estate dell’85, la più bella della mia vita

In effetti avrei potuto fare un post solo sulle canzoni dell’estate dell’85. Oltre a qualche altra canzone della Vita è adesso di Baglioni avrei messo Dormi, dormi di Vasco o Centocittà di Venditti, ma forse sarebbe stata una cosa troppo monotematica e autoreferenziale. Monotematico e autoreferenziale com’è diventata secondo me la parabola dei cantautori dopo quegli anni. Non ce n’è più stato uno che mi sia piaciuto veramente. E cosa ancor peggiore, quelli che mi piacevano, proprio quelli citati qui sopra, hanno cominciato a tirar fuori cose già sentite, autocitazioni, tentativi improbabili, insomma cagate pazzesche. E’ vero negli anni 90 Ligabue qualcosa di buono ha tirato fuori, più tardi anche i Negramaro e la Bandabardò, però insomma niente di veramente memorabile. E ovviamente neanche voglio nominare le varie stelle e stelline sfornate ogni anno dai vari talent (bleah!). Così ho smesso di ascoltare musica italiana.

Poi però, un pomeriggio del Natale dello scorso anno ho ascoltato questa. E sapete che vi dico? Forse c’è ancora un domani

E così ora debbo citare quelli che debbono sottoporsi al giochino, proseguendo la catena. Sono proprio curioso: avanti fateci ascoltare qualche buona canzone!

PankMoniaTiZVetry, EllaChiaraTuttotaceMaximMusaAmica Platonica

Premio “Oh che bel mestiere fare il test col bicchiere”

ATTENZIONE! POST ALTAMENTE MINCHIONE SE NE SCONSIGLIA VIVAMENTE LA LETTURA DA SOBRI

Visto l’inspiegabile e per certi versi inquietante successo del primo test minchione della scorsa settimana, ho preso in mano il bicchiere e sorseggiando un buon mojto mi son chiesto, “e perché non fare il bis?” E su cosa poter intrattenere i miei lettori se non nell’argomento più cool dell’estate, quando estrogeni e testosterone si galvanizzano e  tuffandosi in danze leggiadre vagano beati nell’area tiepida della sera, al suono melodioso delle cicale? Parliamo dunque dell’Ammore!

E per farlo dovrò ricorrere ai versi del cantante che ha segnato in modo indelebile l’adolescenza di noi che l’abbiamo vissuta tra la fine dei settanta e gli inizi degli ottanta. Una mezza sega, con i capelli tinti e cotonati che ci ha fatto sognare ed innamorare per la prima volta e che ogni anno, d’estate immancabilmente scalava le classifiche con una canzone minchiona. L’Elvis-de-pelvis-intheMephis de noantri. Al secolo Umberto Tozzi. Era l’epoca dei 45 giri, gli LP erano cose da grandi, noi ci accontentavamo della radio e dei Juke box e dunque questi tormentoni estivi ti scassavano la uallera in una maniera così persistente che ti entravano nella testa e non ne uscivano più. Le parole erano minchione, come le musiche: giro di do e rime baciate. Però funzionavano, capperi se funzionavano! Ma che volevano dire quelle canzoni? Quali criptici messaggi si nascondevano dietro quei versi? E soprattutto, cosa risuona dentro di noi riascoltandoli ora? In base alle varie interpretazioni usciranno fuori determinati profili. Rispondete sinceramente e scoprirete che amante siete.

1 – Donna amante mia, donna dell’addio, scoiattolo impaurito che farai, e chi si accorgerà che sei donna!

A. Scoiattolina, magari se ti tagliassi i baffi, toglieresti di mezzo qualche dubbio

B. Scoiattolina lo dici a tua sorella

C. Attenzione, chi disprezza compra e donna baffuta è sempre piaciuta

 

2 – Ti amo e chiedo perdono, ricordi chi sono, apri la porta a un guerriero di carta igienica, e dammi il tuo vino leggero che hai fatto quando non c’ero?

A. Ricordi chi sono? Che è un indovinello? Certo che me lo ricordo, mica c’ho l’alzhaimer!

B. Un guerrieri di carta igienica? Un altro attacco di colite eh!

C. Che ho fatto quando non c’eri? No, ti assicuro scoiattolina, non sono stato io!

 

3 – Tu, stiamo qui, stiamo là, c’è l’amore a cena e tu, dimmi sì se ti va, il mio letto è forte e tu pesi poco di più della gommapiuma tu

A.Insomma stai qui o stai là? Sei un tipo ondivago!

B.L’amore a cena? Ho capito, anche stasera non t’andava di cucinare

C.Il letto sarà anche forte, però tu, scoiattolina, qualche chiletto potresti anche buttarlo giù

 

4 – Gloria, manchi tu nell’aria, manchi come il sale, manchi più del sole, sciogli questa neve che soffoca il mio petto, t’aspetto Gloria

A.Mi son sempre chiesto, il sale fino o il sale grosso?

B.La neve sul petto? Se ti sente Lapo…

C.Ma già che c’eri non era meglio una rima con la cicoria?

 

5 – Stai stella stai finché c’è nei suoi occhi un S.O.S. chi mi dà brividi, tipo quando al sole stai.

A.Stai? Ma che giochi a sette e mezzo e c’hai paura di sballare?

B.Ma soprattutto tu non stai tanto bene eh!

C.Quel “brividi” con l’accento sull’ultima i, ha segnato la mia adolescenza in maniera indelebile

 

6 – E naufragio farò più possibile a sud, notte rosa sembra esplosa dolore di raso dimmi chi ti ha preso

A.E ancora non avevamo visto Lost, per giunta

B.Secondo me da piccolo hai mangiato troppe Big Bubble

C.Questo è forse il verso più stupido di tutta la storia della canzone italiana

 

7 – Eva abbracciami di mare dolce piovra, Eva e ci respireremo finché vuoi con le ali di arcangelo nello spazio di un attimo al di la’ degli oceani

A.Dolce piovra? E meno male che non gli hai dato della cozza!

B.Ci respireremo se ti sarai lavato le ascelle, soprattutto

C.No, forse questo verso è ancora più stupido di quello di prima

 

A

Dongiovanni. Dove vai farfallone amoroso, notte e giorno d’intorno girando… sei sempre a caccia di nuove avventure, spiagge affollate e discoteche assordanti sono il tuo territorio. Ti piace piacere, guardarti allo specchio e farti vedere in giro. Fatti vedere, ma da uno bravo. Piuttosto rilassati! L’ansia da prestazione può fare brutti scherzi. Consigli di lettura per l’estate  https://giacani.wordpress.com/2013/09/18/samarcanda-2001/

B

Platonico. Quanto ti piacciono i film strappalacrime, regalare i fiori e leggere i foglietti dei baci perugina. Segui l’oroscopo e magari ci credi pure, sai a memoria i testi di Baglioni e le poesie di Neruda. Insomma ti perdi nei dettagli. La dolcezza va bene, ma tu rischi di cariare i denti! Consigli di lettura per l’estate https://giacani.wordpress.com/2013/09/18/e-venne-il-giorno/

C

Sfigato. A volte sarebbe meglio dedicarsi allo sport. O ad un nuovo hobby. Non è che poi l’amore sia proprio questa cosa insostituibile. Per esempio, hai mai provato con il golf? Sempre di un’attività con palle, mazze e buche si tratta. Con degli indubbi vantaggi: stai a l’aria aperta, non devi inventarti cose romantiche, non sudi e l’alito pesante e l’areofagia non sono un problema. Consigli di lettura per l’estate https://giacani.wordpress.com/2013/09/19/pensieri-volanti/

 

Ed eccoci arrivati alla parte più divertente. Si sa, il dolce alla fine: le nomination! Così tanto per frantumare un po’ l’apparato riproduttivo a qualcuno. Chi ha la ventura di essere insignito di questo autorevole riconoscimento avrà l’onere e l’onore di rispondere alle minchionissime domande, nominando poi a sua volta altri 20 blogger, andando però in ordine alfabetico, secondo la prima lettera del nome del blog, che dovrà avere meno di 162 followers e l’immagine di un animale nel gravatar. Altrimenti si potrà optare per le seguenti alternative:

A) Dichiarare guerra alla Kamchatka (ma solo con due carrarmatini)

B) andare in monopattino da Roma a Ostia, senza passare dal via (e quindi senza ritirare le 20 mila lire)

C) esibirsi nel casting del prossimo X Factor con una versione rappata di un grande successo (ovviamente di Umberto Tozzi)

 

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