Attenti all’argenteria

Se quest’estate andremo al mare, solo i soldi e tanto amore e vivremo nel terrore che ci rubino l’argenteria, è più prosa che poesia (R. Gaetano, 1978)

Io mi ricordo quando andavo alle elementari e a Piazza Talenti c’era fissa una camionetta dei carabinieri, mi ricordo gli scontri fra i rossi del Nomentano e i neri dell’Orazio, fra i rossi dell’Orazio e i neri del Nomentano, l’odore acre dei lacrimogeni. Mi ricordo le cariche della polizia, le scritte di odio sui muri, mi ricordo Angelo Mancia, Valerio Verbano, Paolo Di Nella, solo qualche anno più grandi di me e i fiori per strada lasciati a ricordo di dove sono stati ammazzati.

Mi ricordo quando andando al prato con i cani dovevamo stare attenti a non farci pungere dalle siringhe lasciate in bella mostra per terra o attaccate sugli alberi. Mi ricordo i tossici sbandati per strada, gente che vomitava alla fermata degli autobus, che ti si avvicinava con aria sconvolta, “che c’hai cento lire?“, senza speranza né convinzione.

Mi ricordo i telegiornali, con le facce impaurite degli stessi telecronisti che raccontavano i nuovi sviluppi della guerra allo Stato proclamata dai brigatisti, le lettere con i pezzi di orecchio o con le dita delle vittime dell’anonima sequestri. Mi ricordo che sparavano al Papa, che rapivano presidenti del consiglio, che mettevano bombe sui treni, sulle piazze, sulle stazioni e non passava giorno che non incontravi posti di blocco con la polizia con i mitra spianati.

Mi ricordo andando allo stadio il clima di odio e di paura, il dover nascondere la sciarpa, il guardarsi intorno per capire la mala parata e di nuovo, le cariche della polizia, i lacrimogeni, le corse a per di fiato. Mi ricordo al concerto degli Spandau Ballet al Palaeur quella banda che rubava catenine e piumini Moncler e chi fiatava prendeva anche gli schiaffi.

Succedeva 40 anni fa o giù di lì. Ma me lo ricordo solo io? Certo, di stranieri in giro se ne vedevano molti di meno. Ma pensate sul serio che eravamo più sicuri? Eppure nessuno aveva mai fatto una campagna elettorale e vinto le elezioni promettendo un’arma per tutti. Forse perché i pericoli erano talmente reali, concreti, quotidiani, che nessuno avrebbe puntato a cavalcare le paure ataviche ed irrazionali dell’altro, del diverso. Nessuno aveva mai pensato di scrivere un Decreto Sicurezza, perché la sicurezza per decreto non te la garantisce nessuno.

Chi non vorrebbe vivere sicuro? Anche l’uomo primitivo si univa ad altri uomini per difendersi dagli attacchi dei nemici e proteggere i suoi cari. Ma ci siamo evoluti e già gli antichi romani avevano capito che si è più sicuri includendo i vicini, piuttosto che combattendo i nemici. E la storia, in qualsiasi epoca, ci insegna che per essere sicuri bisogna costruire alleanze, allargare le comunità, sostenere lo sviluppo altrui, non per buonismo, ma proprio per migliorare la sicurezza. Vive più sicuro chi non ha nemici di chi costruisce muri.

Non credo sia difficile capirlo. Invece mi sembra che qui si preferisca stabilire i turni per difendere i confini della propria caverna. Visto mai, dovessero rubarci l’argenteria.

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9 thoughts on “Attenti all’argenteria

  1. C’è un solo errore nelle tue sante parole : ” Ma ci siamo evoluti….”…. Intendevi “involuti”, vero? 😉

  2. Meno male che non posseggo argenteria 🙂 mi seccherebbe lucidarla per i ladri 🙂
    ti ho nominato in un mio articolo, potresti dare un’occhiata? Grazie

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