Non dipende tutto da noi

L’interruttore della luce della mia cantina è leggermente difettoso. Non s’accende quasi mai. O meglio, a volte sì, a volte no. Quando va a lui. Spingi, premi, imprechi, spingi a ripetizione, premi a lungo. Niente. Imprechi un’altra volta, ricominci a pigiare come un forsennato, neanche dovessi spostare una montagna. Niente. Lo prendi con le buone, provi qualche tocchettino leggero come se volessi provare una specie di convincimento psicologico. Niente.

Ti riprometti di chiamare l’elettricista, imprechi per la terza volta, perdi le speranze e ti accingi a proseguire al buio, quando, improvvisamente, inspiegabilmente, senza alcun motivo, lo stronzo decide di funzionare. E si accende la luce. A volte le cose accadono senza un motivo. Ti impegni, ti sforzi, ce la metti tutta. Eppure non ottieni un bel niente. A volte invece le cose vanno per il verso giusto senza che tu faccia nulla. Naturalmente.

Forse bisogna solo saperle prendere. O forse è solo questione di culo. Soprattutto bisogna rassegnarsi all’ineluttabile realtà che non tutto dipende da noi. Possiamo studiare strategie, lavorarci su, analizzare a fondo, approfondire cause, valutare conseguenze, possiamo impegnarci, spenderci del tempo, della fatica, delle risorse. Possiamo perfino mettercela tutta. Ma non dipende tutto da noi.

Allora possiamo rilassarci. Il mondo va avanti lo stesso. A volte, persino meglio.

 

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15 thoughts on “Non dipende tutto da noi

  1. Forse è una mia impressione ma leggendo le tue parole mi sembra di cogliere un velato riferimento (nemmeno tanto velato) alla nostra attuale situazione politica che è piuttosto preoccupante. Pare che non funzioni come ci aspettavamo, e qui il riferimento all’interruttore della luce in cantina calza a pennello. Insomma non si accende come dovrebbe, nonostante i tentativi e le imprecazioni. Così come non arrivano a smuovere nulla i numerosi talk shows che proliferano a macchia d’olio in ogni tv privata, dove illustri individui, abilmente guidati dall’anchor man o woman, urlano a gola spiegata i loro punti di vista. Tutto questo urlare poi non porta a niente, la luce non si accende. È così si finisce per lasciar perdere e mettersi il cuore in pace, tanto prima o poi tutto andrà a posto. Ma questo può valere per la luce della cantina. Il nostro governo mi sembra piuttosto un grosso lampadario di cristalli di Boemia, luccicante ma ahimè tanto fragile, che da un momento all’altro ci cadrà sulla testa. A proposito degli ospiti illustri che migrano da un talk show all’altro, mi richiamano alla mente un vecchio film con Nino Manfredi e Gino Cervi dal titolo “Anni Ruggenti “, non so se l’hai visto, è ambientato durante il fascismo e vede un assicuratore che viene scambiato per un gerarca fascista in incognito dai notabili di un paese. Tutti si fanno in quattro per fare bella figura con l’assicuratore che ignaro non capisce il motivo di tanto zelo nei suoi confronti. Un giorno il Podestà lo porta in giro per la campagna per fargli vedere il benessere dei contadini, e per fare questo carica delle mucche su di un camion e le fa spostare da un podere all’altro, così che possa sembrare che siano pieni di allevamenti. Ma le vacche sono sempre quelle!
    Ecco quei personaggi mi fanno pensare a quelle vacche.

  2. “Non s’accende quasi mai. O meglio, a volte sì, a volte no. Quando va a lui. Spingi, premi, imprechi, spingi a ripetizione, premi a lungo. Niente.”
    Secondo me è un interruttore femmina, sennò non si spiega. 🙄

  3. Non tutto dipende da noi, grazie al cielo, aggiungo, altrimenti mi sentirei molto responsabile e in colpa( più di ora). Ma da noi dipende come prendere ciò che accade. C’è un tizio che conosco, quando lo saluto e gli chiedo come va?, lui risponde sempre Bene! E aggiunge: va sempre bene, qualsiasi cosa accada, siamo noi che ci facciamo le seghe mentali, che desideriamo più di quello che abbiamo ed è così che le cose vanno male.
    Parzialmente concordo, il mio amico è un tizio che vive in una specie di comune, fa massaggi, reiki, cristalloterapia eccetera … poi non posso che dirgli Hai ragione! Ma sotto sotto trovo umano imprecare se la luce della cantina non si accende…la canzone, il video non me la dà disponibile. Amo la Banda, la seguo dal suo primo album. È beppeanna?

  4. Non dipende tutto da noi, sopratutto se l’impianto elettrico della cantina è del 1940 e l’umidità ci mette il suo, l’importante è che ci diamo da fare nel nostro “piccolo” e non buttiamo le nostre già limitate e risicate energie a scaricare le responsabilità delle nostre inadeguatezze e fallimenti, magari vomitandole su FB (ogni riferimento è puramente voluto).
    Comunque per gli impianti casalinghi sono convinto che, almeno nel mio caso, io sia stato colpito da una macumba o antica maledizione Montezuma style. In definitiva, il “culo” aiuta.

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