A proposito di verbi deponenti

Sarebbe bello ogni tanto poter essere l’inviato speciale. Poter avere quel placido distacco dell’analista che guarda le cose in modo asettico, interessato il giusto, coinvolto, ma non troppo. I latini, che ne sapevano forse più di noi, accanto ai verbi attivi e passivi, avevano questa strana mescolanza dei verbi deponenti: una di quelle cose che mi facevano odiare il latino, quelle complicazioni che a scuola ritenevo assolutamente inutili, anzi pretestuose, fatte solo per il gusto sadico di seviziare noi poveri studenti. Un’azione o si fa (e allora è attiva) o si subisce (e allora è passiva): che bisogno c’è di inventarsi una strana mescolanza, una cosa che non è né l’una, né l’altra o insieme tutt’e due?

Invece crescendo ti accorgi che le cose non sono mai così semplici e le possibilità sono quasi sempre più di due. Ti accorgi che le sfumature sono importanti e che quindi, a volte, non puoi essere circoscritto dentro l’alternativa attivo/passivo. A volte sei deponente, come gli inviati speciali. Che stanno lì in mezzo alle bombe e le raccontano, un po’ attivi e un po’ passivi, un po’ coinvolti ed un po’ al di fuori. Ma proprio per questo capaci di essere obiettivi e di vedere realmente come stanno le cose. Perché quando stai troppo dentro o troppo fuori le situazioni non le riesci a valutare per bene. Invece dovremmo viverle, ma senza lasciare che ci tocchino. Se sei troppo vicino diventi presbite e se sei troppo lontano miope. Dovremmo essere deponenti.

E forse allora riusciremmo a fare un bilancio sereno di quel che ci capita, delle situazioni che ci succedono, delle persone che ci stanno intorno. Persino di noi stessi. Essere deponenti servirebbe per non prendere di petto le situazioni, per cercare di cogliere punti di vista differenti, avendo un orizzonte più ampio, che tenga conto delle situazioni del qui e ora, ma anche quelle di ieri che le hanno determinate e quelle di domani che ne saranno conseguenza. Essere deponenti potrebbe essere utile per trovare nuove soluzioni, che quando sei (troppo) vicino o (troppo) lontano non ti accorgi di avere sotto mano, pronte per essere adottate. Essere deponenti farebbe trovare il modo, anche quando si è stanchi.

Difficile? Eh sì. Ma infatti, com’è noto, io in latino ero una vera capra.

“Quando poi, saremo stanchi, troveremo il modo, quando poi, saremo stanchi, troveremo il modo….”

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10 thoughts on “A proposito di verbi deponenti

  1. Smartphone di c…a!
    Volevo dire che mi considero deponente nel senso che vorrei deporre mazzate su certe teste di…
    E non dico più niente!

  2. Come le spieghi tu le cose difficili nessuno mai!
    Io al momento non sono né deponente, né semideponente, né esponente, ma ci sto lavorando. 🙂

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