L’eterno ritorno dell’uguale

Ritorna l’ora legale e la prima sensazione di freddo la mattina, quando ti accorgi che le gonne si allungano e le giornate si accorciano, lasciandoti un senso di spossatezza e le nostalgia delle vacanze, a metà fra i ricordi di quelle passate e la voglia di programmare quelle future.

Ritornano i commenti sdegnati dei giornalai populisti, che prendono posizione su fatti che non conoscono, generalizzano situazioni, ragionano per pregiudizi e violentano la verità dei fatti per avvalorare le loro tesi preconfezionate.

Ritorna il traffico del lunedì mattina e poi quello del martedì, che si unisce a quello del mercoledì, che si aggiunge a quello del giovedì, che trova il suo tripudio nel venerdì, in cui c’è sciopero dei mezzi pubblici, altrimenti questi poveri sindacalisti come fanno a farsi il week end in pace? Per fortuna che però ritornano anche le domeniche ecologiche, utilissime come un ombrello in una giornata di sole, così sì che il clima si preserva e la qualità dell’aria migliora.

Ritornano le discussioni senza fine e senza senso dei politici di qualsiasi colore e qualsiasi bandiera, vuote e prive di significato quasi quanto quelle sul calcio, anzi forse rigori e fuorigioco hanno pure un certo valore se paragonate alla vaccate dei no euro, no vaccini, scie chimiche e federalismi vari.

Ritorna la voglia insopprimibile degli italiani di andare dietro al pifferaio magico di turno, meglio se ottimista e con la battuta pronta, che risolve i problemi e promette l’avvento dell’era del bengodi, venghino signori venghino.

Per interrompere l’eterno ritorno dell’uguale ci vorrebbe una qualche meraviglia, un’azione a sorpresa, inaspettata, coraggiosa e folle al tempo stesso. Come un sole di mezzanotte, la Nomentana sgombera, un giornalista con la schiena dritta, un politico che non fa promesse vane e sa quello che dice, il Benevento che vince lo scudetto. E’ chiedere troppo? Temo di sì. Per fortuna però, ritorna anche il vino novello e così anche questo novembre diventa un po’ più sopportabile.

Che accadrebbe se un giorno o una notte, un demone strisciasse furtivo nella più solitaria delle tue solitudini e ti dicesse: Questa vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te, e tutte nella stessa sequenza e successione – e così pure questo ragno e questo raggio di luna tra i rami e così pure questo attimo e io stesso. L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello della polvere!” (F. Nietzsche – La Gaia Scienza)

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10 thoughts on “L’eterno ritorno dell’uguale

  1. Eh, però è anche troppo facile criticare tutti: per me “populista” è una parola che ha perso completamente di significato, diventando un insulto che è la vergogna di chi lo usa. Il popolo è la parte più utile del Paese, e non lo dico solo perche ne sono orgogliosamente parte.
    Quanto alla questione dei vaccini, io dirò solo due cose: la prima è che uno studio dell’Unione Europea – quindi qualcosa che giudicherai degno di fede – fa notare che renderli obbligatori non fa aumentare la copertura vaccinale ma mette contro lo Stato coloro che avevano dubbi sulla loro efficacia; la seconda cosa è che non biasimo chi ha dubbi, sapendo che non si è mai conclusa la sperimentazione su certi vaccini e abbiamo accesso facile solo alle rassicurazioni del produttore, cioè di chi avrebbe tutto l’interesse di mentire in caso di problemi – bada, non do per scontato che ve ne siano, ma è profondamente sbagliato che il potere sia percepito come “ciò di cui non bisogna fidarsi”.
    Sull’euro basta un dato: il potere d’acquisto degli Italiani è in crollo verticale da quando i Tedeschi ci hanno imposto il Marco sotto questa nuova veste. Non so come andrebbe uscendone, so solo che non può andare peggio di come andrà restandoci.

  2. Eppure le trovo così confortevoli e rassicuranti le cose che si ripetono ciclicamente…
    (Un giornalista con la schiena dritta io lo conosco. Te lo presento? 🙂 )

  3. Insomma… considera che dipende molto anche dagli studiosi e da chi li finanzia. Se uno si basa sul centro studi della Confindustria, che si esprime per bocca del “Sole 24 ore”, leggerà previsioni apocalittiche tipo il cinquanta percento di inflazione dopo il ritorno alla Lira e una flessione del prodotto interno lordo del 30% il primo anno e del 15% gli anni successivi: ebbene, a parte la dubbia attendibilità in campo economico di un giornale con cinquantasei milioni di debiti, faccio notare che gli studiosi indipendenti – tipo il prof. Bagnai – parlano di un’inflazione dal 5 al 9%, gestibilissima, e, qualora fallissimo, ricordano il caso dell’Argentina, che se la cavò con un PIL negativo del 14% per il primo anno dal fallimento e guadagnò nei successivi una media fra il +7 e il +9%. Attualmente la sola certezza che abbiamo è che i vincoli stanno strangolando il sistema produttivo dopo aver abbassato i salari e che, se intervenisse la Troica, finiremmo peggio della Grecia, che dire morta è dire poco.

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