Che papà vuoi essere?

Nient’altro come i figli ti cambia la prospettiva della vita. O almeno, questa è la mia esperienza, ma non credo di essere molto originale in questa cosa. La vita cambia continuamente: cambiano le amicizie, gli obiettivi, le taglie, i gusti, le opinioni, ma niente riesce a cambiare le cose come l’arrivo di un figlio. Perché ti cambia il punto di vista, cambia l’angolazione. Non sei più tu il centro, non sei più tu la sostanza, il cuore, l’essenza del tuo tempo. E se ancora lo sei è solo perché strumentalmente serve a centrare meglio l’obiettivo. Che non sei più tu.

In questo discorso non credo faccia molta differenza essere madre o padre. Anche se forse una differenza c’è (qualcuno dice che madri si nasce e padri si diventa, ma non so se essere completamente d’accordo). Quello che sicuramente fa differenza è la declinazione concreta di questo principio. C’è chi vuole che suo figlio diventi un uomo affermato, realizzato nel lavoro e pieno di soldi e chi gli insegna l’onestà, perché l’onestà prima di tutto. Chi vuole che diventi il numero uno, perché non c’è posto per i secondi e chi non gli insegna nulla perché ognuno deve trovare la sua strada da solo. Chi lo porta allo stadio e ai concerti rock e chi lo segue passo passo. Chi vuole fare l’amico e chi pensa che si impara solo sbagliando. Chi ha paura di sbagliare e chi è sicuro di essere nel giusto. Chi fa troppo e chi troppo poco.

Ma forse, se volessimo provare a fare una grande suddivisione di cui tutte le altre sono solamente dei sottoinsiemi, direi che la differenza più grande è fra chi vuole che i figli realizzino i sogni che noi non siamo riusciti a concretizzare e chi invece gli lascia inseguire i loro (che molto spesso non coincidono con i nostri).

Per questo sono rimasto senza parole leggendo questo articolo del Messaggero. Cosa voleva insegnare questo papà? Cosa ha trasmesso a questo figlio? Cosa pensava di fargli comprendere? In effetti per portare la macchina bisogna fare un esame (anzi due), per andare a pesca bisogna chiedere una licenza, per raccogliere funghi è necessario superare un test. Per diventare padre (o madre) no. E questo forse è un problema. Un grande problema.

 

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4 thoughts on “Che papà vuoi essere?

  1. Quanto è vero quello che hai scritto! Da papà di due nanerottoli di 6 anni posso confermarlo sulla e sotto la mia pelle. Non è obbligatorio avere dei figli, ma è – banalità anche io – la cosa più bella che tu poss fare con la tua vita.Ti cambia drasticamente ogni prospettiva e ogni progetto. A chi mi dice di non essere pronto, di volere aspettare quando lo sarà, rispondo: non sarai pronto, perché quando arriva un figlio, è uno tsunami che ti travolge. E non anneghi. Almeno non subito 😉

  2. Non credo che madri si nasca e padri si diventi. Forse madri lo si diventa un po’ più rapidamente per ragioni meramente fisiologiche. Quel padre, invece, un insegnamento lo ha dato al figlio. Ed è il fatto che la paternità non può supplire al vuoto pneumatico del cervello e dei sentimenti. Se sarà molto fortunato, il ragazzino, crescendo potrà, forse, compatirlo.

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