Ma ‘sto blog, ce serve o nun ce serve?

Il mio amico Zeus mi stuzzica una riflessione sulla natura del blog. Serve a qualcosa? Potrebbe essere utile? Cosa aspettarsi, quali obiettivi?Svago, divertimento o possibile lavoro? Da una parte essere pagato per fare una cosa piacevole certo a chi non piacerebbe! D’altra parte però, continuare a scrivere qualsiasi cosa, all’interno di un arco che comprende riflessioni pseudofilosofiche, minchiate, argomenti potenzialmente noiosi o politicamente scorretti, esprimendo sempre quello che si pensa, senza censure, senza indirizzi, senza logiche che non siano le mie e pensare che qualcuno possa anche pagarti per farlo sarebbe come se un miliardario cinese decidesse di comprarsi una squadra di serie A, versando un anticipo a fondo perduto di 300 milioni di euro. Dai, sarebbe assurdo!

In questo discorso poi rientra il nostro livello di autostima e la capacità che abbiamo di credere alle stronzate che diciamo (o in questo caso, che scriviamo). Non è che siccome abbiamo introdotto l’ora legale (ovvero abbiamo legalizzato una bugia), siamo riusciti a cambiare la realtà delle cose. Noi possiamo sempre dire che sono le 9, ma in realtà sono le 8! Possiamo anche far finta che il nostro blog sia una miniera di perle preziose, ma poi la realtà è un’altra. Non so, sarebbe come se improvvisamente un comico pensasse di diventare uno statista e magari, nei suoi deliri di onnipotenza, arrivasse a sognare che attraverso le minchiate del suo blog potesse influenzare la gente al punto da fondare un partito che nel giro di qualche anno diventasse il primo in Italia.

Mi sa che con i paragoni non sono un granché.

Ma questo è una delle cose belle del blog! E’ uno spazio libero, ma libero veramente e piace ancor di più perché libera la mente, un po’ come le radio di Finardi. Non ci sono voti, da mettere o da dare. Non ci sono persone da convincere, cose da vendere, idee da difendere. Non ci sono obiettivi da raggiungere, sogni da realizzare, aspettative da deludere, obblighi da rispettare. Non voglio dire che sia inutile, ma non vorrei neanche che fosse utile. Piuttosto mi piace pensarlo come ad una cosa futile. Un di più. Ma proprio per questo assolutamente divertente. Per me che lo scrivo. Ma chissà, forse anche per voi che lo leggete.

Annunci

23 thoughts on “Ma ‘sto blog, ce serve o nun ce serve?

  1. Se il blog non ci fosse mi troverei a confrontarmi sempre e solo con le stesse persone con le quali non ho voglia nè di dire nè di sentire…

  2. Sapessi le volte che mi sono chiesta “ma sto blog a chi serve!?” Sapessi le volte che mi sono detta “adesso smetto”, ma poi ecco che arrivano i like e, soprattutto, arrivano quei commenti mirati, intelligenti che ti fanno capire che c’è qualcuno che ti legge. Il mio blog e’ nato dal nulla, con poche nozioni informatiche ma con tanta voglia di trasmettere le emozioni che nascono dal cuore. Scrivere non è facile ma ci ho provato lo stesso. Non capisco quando insisti nel dire che si scrivono minchiate o stronzate. Io credo che la maggior parte dei blogger crede in ciò che fa, te compreso, e fare blog vuol dire un pizzico di felicità dove rifugiarti di tanto in tanto. Cmque ti ho letto volentieri. Ciaoo

  3. Ecco la risposta ai miei quesiti. Tu rispondi con: io lo tengo così, perché è “futile”, ma di una futilità leggera e interessante per me che scrivo e, forse, per voi che leggete. Mi piacerebbe leggere un commento, o un post, di un blogger pagato. Non quelli stra-pagati. Non quelli che stra-parlano. Un blogger pagato, rispettato e con i bit sulle spalle. Un blogger così, che mi dicesse: “io scrivo a pagamento perché…” o “ho trovato che avere un blog a pagamento rispetto che free è meglio perché…”.
    Io, come hai notato, ho un blog che è un pozzo… ci butto dentro tutto e spesso, più che un pozzo, assomiglia ad un cassonetto indifferenziato. C’è di tutto dentro. Dagli strafalcioni di grammatica a qualche buon momento di scrittura (raro, ma c’è).
    Essere libero di scrivere quello che voglio, quando voglio e come voglio è una libertà che mi sento propria. Mi chiedo sempre: ma riuscire a specializzarsi, sapere di quello che si sta parlando (è raro!) e riuscire a trasmetterlo, non porta alla conclusione di un blogger di lavoro?! Uno che fa qualche soldo con quello che scrive… con onori e oneri della posizione acquisita, ovvio.
    A volte, lo dico sinceramente, vorrei avere delle aspettative da deludere.

  4. Anche per me è uno spazio libero. Non futile, perché ci scrivo le mie riflessioni sulla vita… Ma utile a me che scrivo, semplicemente per il piacere di farlo. E mi piace l’idea di condividere… in libertà…

  5. Per me è come una vecchia soffitta, ci butto dentro alla rinfusa ciò che non so mai dove appoggiare.
    E poi mi piace perché lui non pretende troppo da me: non ci sono piatti da lavare, vetri da pulire, piante da annaffiare.
    Vengo, appoggio le mie cianfrusaglie, leggo quelle altrui e vado via. 🙂

  6. Ma io spesso scrivo davvero stupidate! Magari cerco di scriverle in modo che (almeno a me) strappa un sorriso, ma sempre stupidate sono! A volte no, anzi a volte tempo di essere troppo pesante. Scrivo quello che mi passa per la mente e cerco di non crederci troppo, di non prendermi mai troppo sul serio. Penso che quello sia il modo migliore per trasmettere qualcosa, che poi è il vero scopo di qualsiasi blog

  7. Capisco quello che dici e in fondo è quello che dicevo all’inizio. Riuscire a far rendere produttive le proprie passioni penso sia il massimo. Ma personalmente ci credo poco. E poi già nella vita penso (temo? mi illudo? sono onorato?) di avere molte aspettative da non dover deludere! Pure qui no, dai! Poi forse non è il blog lo strumento più adatto, ma chissà magari lo penso solo perché sono “antico” e non vedo il blog come potrebbe essere una rivista specializzata, con carta patinata, che si vende in edicola. Anche i romanzi che ho scritto e pubblicato in passato, in fondo sono stati solamente uno svago, un gioco, che ho fatto volentieri forse proprio perché non avevo altri obblighi. Ora sto per pubblicare qualcos’altro, vediamo un po’, ma non credo che cambierò idea.

  8. Credo che sia uno spazio che fa conoscere grandi fette di umanità che non inconteremo mai latrimenti. Arricchisce. Almeno a me serve leggere gli altri, una finestra sul mondo.

  9. Certo, anche io, fuori di qua, ho aspettative da non deludere… non volevo suonare così drastico. Intendevo proprio nell’ambiente “innaturale” del blog. Innaturale perché è un posto strano, senza grande identità e con tantissima identità… ci scrivi dentro e, a meno che non menti su tutto e hai una personalità fittizia, ci butti dentro qualcosa di tuo.
    Il blog non può essere come la carta stampata, quella serie, quella dei grandi diciamo… eheh… ma potrebbe essere qualcosa di diverso. L’unica sfortuna è che è già stato maltrattato.
    Pubblichi un nuovo libro? Bene bene.
    Io ho iniziato, e continuo, a vederlo come un grande gioco questo blog, solo che, a volte, il gioco lo vorrei di un livello diverso.

  10. Per me è una forma di autoterapia, un modo per riordinare le idee. Scrivere lo è sempre stato, ma scrivere in un posto pubblico e leggibile da altri mi costringe ad essere chiara, sintetica e comprensibile.
    Non mi pagheranno mai, ma non importa.

  11. Boh, mi viene da mettere solo un cuore. Perché per me, banalmente, è un diario e dopo un anno lo sento mio, ci sono affezionata, senza più quelle riverenza e titubanza iniziali. Grazie per questa riflessione.

  12. Penso che il bello di un blog sia che consuma poco (tastiera e un po’ di elettricità) e non dà fastidio a nessuno, dal momento che lo legge solamente chi ne ha voglia e non comporta obblighi di alcun genere. Tutto il resto è relativo. 😀

  13. Per me il blog è importantissimo, è la mia anima, la mia eredità spirituale a mia figlia, la mia memoria storica e anche il mio lettino dello psicanalista 😉

  14. Aggiungo: credo che il momento che lo rendessi una fonte di guadagno mi sentirei condizionata e perderei la mia bella libertà.

  15. Raramente una guardata qui è futile; anzi, credo che finora io abbia sempre trovato qualcosa che valesse la pena di leggere. In fondo, se chi scrive ama ciò che sta facendo, ne vale sempre la pena; altrimenti sarebbe come ricandidarsi alla segreteria di un partito di cui eri già segretario, contro uno che fino all’altro ieri faceva il ministro alle tue dipendenze e ha il carisma di un comodino, solo perché per tutto il tempo non hai fatto altro che accumulare intorno a te una corte di zelanti zeri che sai perfettamente non vincerebbero le elezioni neanche se fossero l’unico partito…
    Anche a me vengono malissimo i paragoni, mi sa… 😉

  16. Si potrebbe parlare anche di quelli che per analoghi motivi sono costretti a ricomparire nelle liste elettorali anche dopo gli ottant’anni, così completiamo l’arco parlamentare…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...