Storia di un bambino triste e di un bambino felice

Gli adulti non capiscono mai niente da soli ed è una noia che i bambini siano sempre eternamente costretti a spiegar loro le cose (Saint Exupery)

E’ proprio vero. Noi adulti non capiamo mai niente da soli e avolte, per capire le cose bisogna risalire ai bambini.

C’era volta un bambino triste. In effetti non si sa con precisione se davvero fosse triste. Che un giorno però fosse stato bambino questo è certo. Il vostro narratore immagina fosse triste e probabilmente senza amore. Forse i genitori avevano altro da fare che stare appresso a lui. Forse non ce li aveva proprio i genitori. Chi lo sa. Sta di fatto che per quell’uomo che è diventato poi, certamente possiamo presumere che non ebbe un’infanzia felice.

E c’era una volta invece un bambino felice. Qui il vostro narratore può spingersi anche un po’ oltre. Può dirvi che quest’altro bambino aveva una bella famiglia, due genitori che gli volevano bene, tanti fratelli: un bell’ambiente insomma, dove questo bambino faceva grandi sogni, disegni meravigliosi, progetti importanti.

Il bambino triste diventò un uomo cattivo. Pensava che ogni cosa avesse un prezzo. E soprattutto pensava di dover comprare ogni cosa, perché nessuno gli aveva mai regalato nulla. Il problema però è che i soldi finiscono spesso prima delle cose che vogliamo.

Il bambino felice diventò un uomo buono. Continuava a sognare, ma soprattutto aveva imparato a disegnare i suoi sogni per renderli veri. Stava costruendo un progetto importante, regalando la sua vita agli altri, perché aveva capito che le cose più importanti in questa vita, non hanno prezzo e non le puoi comprare.

Era destino che si incontrassero. Chissà, fosse successo anni fa, il bambino felice avrebbe potuto cambiare il destino di quello triste. Anzi, ne sono sicuro. Ma in fondo ognuno è padrone del proprio destino. Si incontrarono da grandi ed il bambino triste, che era diventato un uomo cattivo, provò a comprare la felicità dell’uomo buono. Quando si accorse che non era possibile provò a distruggerlo, trascinandolo in basso, nel fango in cui lui era ormai sommerso.

L’uomo buono finì sulla bocca di tutti, persino sui giornali, perché si sa, la calunnia è un venticello che fa presto a diventare burrasca, tornado che abbatte e fa cadere i miti. E purtroppo la gente perdona molte cose, ma raramente la felicità altrui. C’è un diabolico cupio dissolvi a vedere infangato chi vuole realizzare i propri sogni, chi ha imparato a renderli concreti. L’uomo buono non capiva come fosse possibile: non riusciva a spiegarsi il perché, tutto quell’odio, quella diffidenza. Non era più il bambino felice di un tempo, ma tenne la barra dritta, confidando che la verità prima o poi sarebbe venuta fuori.

Questa storia potrebbe anche finire qui. Perché quello che successe dopo non ne cambiò il finale. Ovviamente arrivò il giorno in cui la verità venne fuori. E ovviamente tutte le bugie furono smascherate e tutte le menzogne e le cattiverie sull’uomo buono si sciolsero come neve al sole. I giornali, che avevano sbattuto la notizia in prima pagina, dedicarono alla smentita giusto una scarna mezza paginetta. Ma anche questo sarebbe stato facile prevederlo. La verità cambiò poco l’esito della storia, perché in realtà chi l’aveva conosciuto veramente, non aveva mai avuto dubbi su di lui, nemmeno per un istante. Sembra un paradosso, ma la verità aggiunge poco all’uomo buono. Perché come dice San Paolo, il giusto vivrà per fede. Io però ho una speranza: se non è servita all’uomo, che almeno serva al bambino, per farlo tornare a disegnare i suoi sogni felice.

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3 thoughts on “Storia di un bambino triste e di un bambino felice

  1. Però, il bambino triste che diventa un uomo cattivo e quello già fortunato per nascita che diventa un uomo buono, non mi convincono. Parola di bambina triste.

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