L’ira

Ritornano i dialoghi con la splendida Tiffany per la penultima puntata del nostro viaggio intorno ai 7 vizi capitali. Oggi si parla di quando le cose non vanno come vorremmo e quindi…ci si incazza!
Lei. Iracondo. Fremebondo. Furibondo. Saranno tutti questi Ondo, ma a me i personaggi arrabbiati con il mOndo  mettono ansia.Turbano il mio Karma, agitano le mie placide giornate. Non solo non sono un un tipo rabbioso, ma cerco di non circondarmi di persone presunti tali. Sono tossiche per me, che millanto il “Chi se ne fott” come panacea di qualsiasi male.
Lui. Non mi piace arrabbiarmi. E’ proprio una cosa che faccio controvoglia. Ma non so se per bontà o semplicemente per quieto vivere. Sicuramente un vantaggio che ho è quello di avere una memoria corta: mi arrabbio raramente e quando mi arrabbio mi passa subito. Ma soprattutto non riesco a portare rancore. E anche qui mi domando se sia per bontà o forse semplicemente perché ho la memoria corta.
Lei. Generalmente io litigo da sola, nella mia mente. Tu mi fai arrabbiare, io inizio un brillante dialogo nella mia testa in cui ti espongo tutte le mie ragioni e le tue debolezze e immagino le contestazioni, in una ricostruzione densa di particolari e descrizioni minuziose degne di Flaubert. Naturalmente la mia potenza dialettica prevale, così come le mie argomentazioni [d’altronde, sono io la regista] e quindi quando poi ti incontro di nuovo per me è tutto finito, amici come prima. Passo per una persona estremamente paciosa, ma la verità è che abbiamo già chiarito, solo che tu non lo sai.
Lui. In ogni caso davvero è molto difficile farmi arrabbiare. E forse non è un paradosso che i due che ci riescono meglio (sia come quantità di volte che qualità di incazzatura) sono mio padre e mio figlio. Quel vecchio saggio del mio fratellino a questo punto direbbe, perché sono le due persone che più mi somigliano. E in parte è vero. Quando rivedo in loro le cavolate che faccio (o dico, o penso), tendo un po’ a perdere le pazienza. Con tutti gli altri invece ho questa propensione a trovare giustificazioni, a cercare di mettermi dal loro punto di vista. ma non è sempre la cosa più giusta da fare.
Lei. Diversa è l’ira, secondo me, è qualcosa di più forte della semplice incazzatura. Se riesci a portare lo scontro fino a quel punto di non ritorno, allora ti do un consiglio spassionato: scappa. Fidati, te lo dico io, non è un bello spettacolo vedermi inviperita. L’ira funesta di Tiffany è proverbiale, in grado di causare danni da scala Mercalli magnitudo 9. Tifoni di parole che colpiscono come fendenti, una pioggia alluvionale di brutti ricordi e abitudini risalenti fino al Paleolitico, assemblati con poca grazia e tanta decisione. Poche donne dimenticano veramente; il genere femminile tendenzialmente “accantona”, per poi rilasciare con veemenza al momento giusto. Io sono un campione dell’esagerazione in materia. Salvo poi pentirmi il secondo dopo per cotanta rabbia. Rovina il sonno, fa venire le rughe e – quasi sempre – non ne vale la pena.
Lui. In conclusione quindi posso tranquillamente affermare che se escludiamo le persone che provano ad intrufolarsi quando sono in fila, quelle che fanno scorrettezze in macchina, gli arroganti che vorrebbero spiegarti come va il mondo, i politici populisti che si accaparrano il consenso mentendo sapendo di mentire, le persone che non si lavano, i miei figli quando finiscono la carta igienica e non mettono il rotolo nuovo, le domeniche quando la Lazio perde, le volte che a Roma piove e il traffico impazzisce, quando gioco il picchetto azzecco tutti i risultati tranne uno, io sono proprio una persona tranquilla che non si arrabbia mai.
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4 thoughts on “L’ira

  1. La mia ira si avvicina più alla tua che a quella di Tiffany.
    Discuto, litigo, rimugino, rimargino, ma il tutto non deve superare i 3 minuti e 27 secondi.
    Con Tiffany ho invece in comune il litigare con me stessa, nella mia testa.
    Mi colpevolizzo, mi giudico, mi condanno e, a seconda dei casi, mi porto pure le arance! 😊

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