Un popolo di santi, poeti, navigatori. E grandi ipocriti

Devo fare una premessa a questo post. Anzi, più d’una.

La prima è che Paolo Di Canio, pur avendomi dato delle grandi (ma direi anche grandissime) gioie calcistiche, rappresenta quasi perfettamente tutto quello che non mi piace nel calcio, ovvero quello che secondo me distingue noi dai dirimpettai della seconda squadra della capitale. La boria, la coattagine (non saprei come dirlo in italiano, ma credo che il concetto sia chiaro. Avete presente Totti? Ecco, forse appena appena meno), il prendere il calcio senza ironia, come fosse uno scontro belligerante.

Come diceva quella pubblicità. La mia squadra è diversa. Noi laziali, grazie al cielo, nella stragrande maggioranza, non siamo così. Minoranza poco appariscente legata ad una visione del calcio romantica, se proprio dovessi scegliere un calciatore che ci rappresenta direi Alessandro Nesta, non certo il Paoletto del Quarticciolo. Che come personaggio quindi non mi piace.

D’altra parte, gli riconosco un’onestà intellettuale che non è da tutti. Non è ruffiano, non cerca di sembrare diverso da quello che è: nel bene e nel male. E’ stato un buon calciatore, tecnicamente molto dotato, come commentatore tv non mi fa impazzire, proprio per questa retorica che trovo esagerata. Ma è una persona competente e spesso riesce a dare delle chiavi di lettura alle partite non banali. E conosce il calcio inglese (che io adoro!) come pochi.

La seconda premessa è sempre legata alla questione della libertà di espressione. Insomma, quelli di Charlie Hebdò possono perculeggiare i nostri morti e guai a mettergli una censura, però non si possono mostrare in pubblico dei tatuaggi (per altro orrendi! Io odio qualsiasi tipo di tatuaggio. Vedere in spiaggia questi tappeti damascati sulle schiene o sulle pance dei bagnanti mi provoca sempre una sorta di raccapriccio) che indichino come la pensa una persona? Non vi sembra che qualcosa non torni?

E così vengo al nocciolo della questione. Perché in realtà mi piacerebbe domandare ai signori di Sky: prima, ad esempio ieri o l’anno scorso…esattamente…cos’è che non vi era chiaro?

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5 thoughts on “Un popolo di santi, poeti, navigatori. E grandi ipocriti

  1. Ho letto qualcosa di simile da Scanzi. Sky ha fatto subito retromarcia per le lamentele ricevute e ha fatto bene o sarebbe stata massacrata per mesi. Così invece ha rimediato ammettendo l’errore per leggerezza, tra qualche giorno non se ne ricorderà nessuno. Questo penso sia il punto di vista del sig. Sky. Il mio è che mi piace Di Canio ma mi fanno più schifo i fascisti e per fortuna non sono il sig. Sky, ho solo un televisore che uso poco.

  2. Una volta a Sperlonga, in spiaggia, vidi un ragazzo che aveva tatuati cristo e la madonna sulle cosce, un dio barbuto sulla spalla sinistra, un’aquila sulla spalla destra e la faccia di Di Canio all’altezza del cuore 😊

  3. la differenza tra la pessima (scusa l’eufemismo) uscita di Charlie Hebdò e il tatuaggio di Di Canio è che in Italia il cattivo gusto non è reato, l’apologia di fascismo sì.

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