Se ti rende felice

Sono rimasto vicino, quando era più facile fuggire e sono andato via quando era più comodo restare. Poi ho mangiato carne cruda, così dura che sembrava un cane di Pompei, ma ti ho detto che era buona, perché a volte le bugie sono dolci come le ciliegie e allora diventano più vere della realtà. Tu hai capito e hai fatto un sorriso che era più bello di un tramonto sul mare. Allora ti ho comprato un tappeto di petali di rosa, perché guardarti dormire resta più bello di un goal in sforbiciata sotto l’incrocio dei pali. E poi se ti rende felice, non può essere sbagliato.

Poi sono andato alla ricerca di un trifoglio con quattro petali, un po’ perché dicevano portasse fortuna, ma soprattutto per capire come fosse possibile cancellare una macchia di frutta su una maglietta bianca. Dopo sono andato a prendere un treno in corsa, per non correre il rischio di essere in anticipo, ma in realtà anche per andare in quel mercatino dell’usato a cercare il numero uno di Tex, che me lo ricordo come fosse ieri, avevo otto anni e mi innamorai di quella camicia gialla con il foulard nero e il cappello da Cow Boy. Perché se ti rende felice, non può essere sbagliato.

Quindi ho cercato di bere per togliere tutta la sete, ma mi sono accorto che bisognava andare molto lontano. La mia buona stella sei tu, anche quando sembri distratta o persa dietro alle mie preoccupazioni, non posso prometterti che ce la farò, ma che non mi arrenderò mai, mai, questo sì! Come quando da bambino costruivo castelli di sabbia vicino la riva del mare e Dio mi è testimone di quanto fossero belli. Per questo te lo ripeto, se ti rende felice, non può essere sbagliato.

If it makes you happy, it can’t be that bad. If it makes you happy, then why the hell are you so sad?

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11 thoughts on “Se ti rende felice

  1. Commoventi e intense e profondamente sentite le tue parole.
    Per chi le ha ricevute, un bellissimo regalo.
    (Anche la foto è molto bella, ma con quei calzini non te se può guarda’! 🙂 :)*

  2. Ma che ne so che è successo…il computer ha vita propria! La foto era una vecchia immagine che era nella copertina del blog due anni fa, non so proprio come si rivenuta fuori (sui calzini hai ragione, ma, a mia discolpa, ti dico che ero con gli scarponi di montagna, in cima al Sirente a 2400 metri!)

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