La pazienza e la molestia

“Renditi utile, visto che non sei dilettevole”

Così racconta Natalia Ginzsbug le diceva il padre quando era piccola. E in effetti, visto che essere dilettevoli non è proprio così semplice, almeno uno dovrebbe provare a rendersi utile. Ma mica è così facile. Perché in realtà poi ci sono molte sfumature fra il bianco e il nero. Ad esempio ci sono persone che non potresti dire che siano buone o cattive: sono quei tipi che si muovono con modi scomposti, in maniera inappropriata, un po’ come elefanti in una cristalleria, ma non lo fanno apposta, non hanno secondi fini. Sono inopportuni. Come i temporali estivi che ti colgono senza ombrello all’uscita di un ristorante con la macchina lontana e le scarpe leggere.

Sono quegli amici che parlano quando bisognerebbe star zitti, che dicono esattamente quello che non vorremo sentire e lo dicono esattamente nel preciso istante in cui non andrebbe detto. Così, senza volere, senza alcuna malizia. Perché loro non colgono la situazione, non capiscono al volo il contesto, l’interlocutore, la circostanza. No, loro non capiscono una beneamata ceppa! E così come il trillo di un cellulare durante una messa, o più prosaicamente una scoreggia nel bel mezzo di una cena di gala, se ne escono senza troppi pensieri. Hanno in testa una cosa da dire e la dicono.

Sono quelle persone che non vorreste incontrare quel determinato giorno, mentre siete impegnati in questa o quella situazione e invece eccoli lì, in tutta la loro pesantezza, con il loro alito cattivo che ti si avvicinano sorridenti e attaccano uno sproloquio su argomenti del tutto privi di interesse. E tu che vorresti essere in qualsiasi altro posto pensi che forse una bella capocciata sul naso potrebbe risolvere il problema. Ma sei contrario alla violenza. sei jnato e cresciuto nei valori della tolleranza. E infatti, nella sua assoluta saggezza, santa Madre Chiesa, ha inserito la sopportazione delle persone moleste fra le opere di misericordia spirituale. Del resto, in qualche modo il paradiso deve pur essere guadagnato. Speriamo almeno con compagni di viaggio all’altezza della situazione!

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10 thoughts on “La pazienza e la molestia

  1. Mi viene in mente una citazione spiritosa (sperando non sia inopportuna!):
    “Porgi l’altra guancia. Io due ne ho, dopo mi posso inc***are?” – Sconsolata (Anna Maria Barbera).
    Ma in ogni caso, sinché è possibile, portiamo pazienza. In fondo, non farlo ci rode solo il fegato, né cambierebbe una persona geneticamente ed involontariamente molesta…

  2. Eh. Ma in quanto a interventi inopportuni potrei essere candidata al Nobel, ho testimoni al riguardo… ahahahahahah

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