La metafora del treno

E la locomotiva sembrava fosse un mostro strano, che l’uomo dominava con il pensiero e con la mano. Ruggendo si lasciava indietro distanze che sembravano infinite

Sulla tragedia ferroviaria in Puglia ognuno avrà la sua spiegazione, ognuno si sentirà di dire la sua. Del resto, siamo tutti esperti di terrorismo islamico, come di leggi costituzionali, di fecondazione eterologa e di trivellazioni in mare aperto, figuriamoci se non diventeremo esperti di treni, binari, scambi automatici.

Ma in ogni caso non è mica perché gli investimenti in infrastrutture nel meridione del paese sono meno del 20% del totale. Non è colpa del fatto che c’erano un binario unico manovrato a mano, in deroga ad ogni norma di sicurezza italiana ed Europa. Non è nemmeno perché i finanziamenti europei per il raddoppio della linea erano già stanziati da anni non sono stati utilizzati per lunghezze burocratiche.

La colpa, la responsabilità non è di nessuna di queste cose. Se sono morte 27 persone, se altre 50 sono in ospedale, se c’è un’Italia che piange disperata, com’era largamente prevedibile, la colpa è dei due macchinisti.

Certo qualcuno ha provato a dire che la colpa è di Renzi perché non è stato eletto e qualcun’altro è riuscito perfino a fare delle ironie razziste sui meridionali. Ma come scrivevo altrove, purtroppo il sangue attira gli sciacalli.

Il treno porta con sé metafore ricche di significati, il treno che accorcia le distanze, che avvicina luoghi, cose, persone in questo caso è la metafora di un Paese che è finito in un binario morto o anzi peggio, che invece di marciare in una direzione univoca preferisce farsi del male da solo. Oggi è il 14 luglio. Forse dovremmo smettere di piangere e tutti insieme provare ad andare a prendere la nostra Bastiglia.

Ma un’ altra grande forza spiegava allora le sue ali, parole che dicevano “gli uomini son tutti uguali” e contro ai re e ai tiranni scoppiava nella via, la bomba proletaria e illuminava l’aria la fiaccola dell’anarchia

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22 thoughts on “La metafora del treno

  1. Il treno spesso è usato come metafora, ma qui la metafora tace.
    Non vogtlio esprimermi volgarmente (anche se lo penso) con una frase romana che è veritiera, ma mentre dall’altro cercano il colpevole (e loro?) sotto si piange…sarebbe ora di finirla.
    Tanto gira gira…..forse tu che sei romano puoi capirmi.

  2. Neanch’io che quel treno lo prendo tutti i giorni, due volte al giorno, e che conosco i capistazione e metà del personale della Ferrotramviaria ho risposte a domande troppo grandi…

  3. Se erano queste le considerazioni che ti frullavano in testa hai fatto bene a metterle nero su bianco. Credo sia la cosa più saggia che io abbia letto in merito.
    Sull’incidente ferroviario non ho davvero nulla da dire. Abito a Viareggio e qui dopo 7 anni risposte non ne sono ancora arrivate e nessuno ha pagato.

  4. Mah sai che c’è? Che nel momento in cui sai che lavori con mezzi limitati ti devi adeguare, quei due macchinisti si sono adeguati ed hanno corso il rischio ogni giorno che accadesse il botto. E’ accaduto, uno può dare la colpa al sistema, a Renzi, alla terronia, ma di fatto la colpa è di chi non ha letto/inviato il messaggio. Per superficialità, per errore, per dimenticanza, mettila come vuoi.
    Se un radiologo non vede un tumore usando una risonanza obsoleta non è colpa della risonanza obsoleta ma del radiologo.
    Se un chirurgo opera nel terzo mondo e fa morire una persona sotto i ferri per qualcosa che dipendeva dalle sue azione è colpa sua e in galera ci va lui.
    Mi spiace per i due macchinisti. Ma se hai a che fare con le vite delle persone devi mettere in conto di dover pagare se sbagli.

  5. non avevano alternative, ovvio, sta sotto gli occhi di tutti, come chi deve correre la notte fonda in ospedale a lavorare non ne ha di alternatove e se arriva per qualunque ragione 35 minuti dopo la chiamata anziché 30 (se la macchina non parte? se la strada è bloccata?) e il paziente in quei 5 minuti muore..bene non se la passa, e ti assicuro che la paga non è proporzionata; le responsabilità andranno accertate OVVIO, ma mi dispiace, io credo che se uno dei due ha commesso un errore riguardo a quel maledetto messaggio telefonico..non ci sono giustificazioni, non il caldo e non la paga bassa. La responsabilità non sarà solo la sua come è anche ovvio, ma cercare di giustificarli (se fossero colpevoli ovvio) non mi parrebbe giusto.

  6. In Italia, da tempi immemorabili, vigono due leggi auree sui disastri d’ogni genere e intensità:
    I. La colpa è di tutti.
    II. Quando la colpa è di tutti, non è di nessuno.
    Tante cose vengono dette, ma solo perché non si riesca ad attribuire responsabilità certe ad alcuno. Tutto ciò è senz’altro vergognoso… ma al momento non ricordo più chi abbia escogitato il trucchetto. Bah, sarà stato Pantalone…

  7. Abbiamo inventato un marchingegno che dice con precisione se una palla varca la linea di porta e ancora siamo con i treni che si muovono dopo una telefonata…

  8. Nessun sistema, purtroppo, è infallibile… del resto, negli anni Trenta l’idea di avvisare i treni per telefono doveva apparire rivoluzionaria. Mi sovviene che il Titanic era dotato della più moderna stazione radio-telegrafica del mondo: di fatto il solo motivo per cui un terzo dei passeggeri si salvò. Ebbene, essa avrebbe potuto essere strumento di prevenzione, in quanto la navi si avvertivano a vicenda sulle condizioni meteorologiche, inclusa la presenza di iceberg. Una serie incredibile di coincidenze, che non ho spazio di spiegare qui – ma potrebbe uscirne un bel post… -, fece sì che il transatlantico corresse a poco meno di 21 nodi orari nel bel mezzo di un enorme campo di ghiaccio, praticamente alla cieca, nonostante gli avvisi pervenuti – e anche perché non tutti prevennero al Comandante.

  9. Da pugliese, e pendolare da anni su un binario unico col blocco manuale identico a quello della ormai tristemente “famosa” linea delle Ferrovie Bari Nord, mi sono sentita un pò in colpa. Probabilmente in parte perchè sono una senso-colpista di default, in parte perchè in realtà, anche se chi amministra ha delle responsabilità che dovrebbe esercitare seriamente, noi cittadini abbiamo la responsabilità di vigilare. E di passare dalla lamentela ai fatti. E tante volte, vuoi i problemi soggettivi che distraggono gli occhi e ti impediscono di guardare più in là del tuo naso, vuoi la narcosi che ti fa abituare a tutto, delegare tutto, le cose che sapevamo tutti e che potevamo forse sollecitare, far vedere, protestare… sono rimaste nel cassetto di quelle cose che “un giorno…”. Perchè le colpe sì… la gestione politica dello stato delle infrastrutture qui è disastrosa da decenni. Ma che questo stato di cose continui così… se non vigiliamo e non facciamo pressioni affinchè cambi, è anche una responsabilità che sta a noi mantenere. Questo lo dico a me, per prima

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