Posso uccidere il Ciciarampa

Ci hanno sempre insegnato che conoscere i propri limiti è una forma di saggezza. Ma anche non conoscerli. Come già scrivevo altrove, il calabrone non sa che in teoria, per le leggi della fisica e per la sua conformazione, non dovrebbe essere in grado di volare. Non lo sa e quindi vola e se ne frega del fatto di essere un ciccione con le alette troppo piccole.

Spesse volte il limite che ci poniamo è direttamente proporzionale alla fiducia che abbiamo in noi stessi. Bisogna crederci. Oppure bisogna avere qualcuno che ci creda per primo e ci convinca a fare poi altrettanto.

A volte invece non è un discorso di fiducia, ma semplicemente di avere la possibilità di fare qualcosa che fino a quel momento non avevamo fatto. La possibilità è la condizione. Se ti capita di averla e la sfrutti, ti ritrovi magari a dire, “be’, tutto qui?

Altre volte è una questione di voglia. Il dire (o solamente il pensare) di non essere capace di fare qualcosa è la maschera migliore della pura e semplice pigrizia.

Ci sono poi situazioni in cui il limite è oggettivo. Sta lì, di fronte a noi, a volte sopra di noi, come un enorme nuvola viola. Allora dobbiamo cambiare le condizioni, le regole, lo scenario. Dobbiamo far entrare in gioco un vento nuovo, che faccia sì che la nuvola voli via e lasci spazio al cielo azzurro. Per questo ogni stratagemma è lecito. E se da soli non ci riusciamo, allora chiamiamo i nostri amici e invitiamoli a soffiare, come si fa per le candeline sulla torta il giorno del compleanno. Soffiamo tutti insieme, scacciamo via la nuvola, spegniamo le candeline, uccidiamo il Ciciarampa e cantiamo tanti auguri a te.

“Sai Alice, ci sono sei cose impossibili: c’è una pozione che ti fa rimpicciolire, una torta che ti fa ingrandire, gli animali parlano, i gatti evaporano. Esiste un Paese delle Meraviglie. Posso uccidere il Ciciarampa.”

 

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9 thoughts on “Posso uccidere il Ciciarampa

  1. È vero, a volte il limite é insuperabile e non possiamo farci niente, ma spesso siamo noi che ci poniamo dei limiti senza che questi esistano.. per paura o mancanza di coraggio 😉

  2. Ci sto dentro con tutte le scarpe. Spesso i limiti risiedono solo nella nostra testa e perciò ci convinciamo della loro insuperabilità, poi capita invece che necessità faccia virtù e ti accorga di essere in grado di fare cose che mai avresti immaginato, con una forza le cui entità e provenienza sono inspiegabili e incredibili.

  3. I limiti ci sono, non sempre è necessario tentare di valicarli, ci si può fare davvero male. Io diuco che in alcuni casi è meglio accettarli.
    Proivare è anche necessario, ma mai dovrebbe essere una sfida quando ci si accorge che dovremmo mettere in gioco forze, sentimenti, fisicità che poi potrebbero avere serie conseguenze.

  4. Pingback: Un, due, tre…Ferragosto! | Viaggi Ermeneutici

  5. Post bellissimo. Credo molto nell’importanza dello W”sconfinamento”: è vero che i limiti esistono, ma è essenziale capire se sono reali o creati solo dalle nostre paure. Non sono una che arca le soglie con su scritto “pericolo di morte”, ma quando i timori e le pigrizie ci impediscono di vivere la vita che davvero vogliamo, allora non va bene, e purtroppo capita spesso. A volte poi, quello che non si può realizzare da soli si può realizzare con l’aiuto di altri, che soffiano e soffiano per favorire il vento nuovo

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