Di padri e di figli

Bisogna essere vicini, senza fare ombra. Bisogna consigliare, senza dare le soluzioni. Bisogna indicare la strada, senza imitare i tom tom delle macchine. Bisogna esserci. Questo prima di ogni cosa.

Dicono che madri si nasce e padri si diventa. Non lo so. Come tutte le generalizzazioni ha un fondo di verità, ma rischia di ridurre troppo la complessità della questione. Certo essere padre non viene naturale, devi lavorarci su e non è detto che ti venga proprio bene. Anzi.

Bisogna coccolarli, come se fossero sempre piccoli e provare a ragionarci come fossero già adulti. Ogni tanto bisogna togliergli il superfluo, per fargli apprezzare l’essenziale. Bisogna saper fare un passo indietro, restando comunque sempre a portata di mano. Bisogna insegnargli a sognare, senza imporre loro i nostri sogni.

Mi dicono che ho delle preferenze fra lei e lui. Rispondo come rispondeva mia madre: se mi tagliassi l’indice o il pollice, non sanguinerebbero allo stesso modo? Certo non è la stessa cosa, perché uno è diverso dall’altro, ma come si potrebbero fare preferenze?

Bisogna essere autorevoli, senza essere autoritari. Bisogna dargli sicurezze, anche quando non ne abbiamo noi. Bisogna insegnargli a ridere, per essere seri. Bisogna perderci tempo, per fargli capire che il tempo è l’unica risorsa non dilatabile. Bisogna parlare tanto, ma ascoltare di più.

Soprattutto bisogna essere così bravi da lasciarli sbagliare. Un po’ quello che già scrivevo un po’ di tempo fa: perché, c’è poco da fare, I fiori finti non crescono mai. Anche se questa è la cosa che farà più male, è una possibilità che non possiamo, ma soprattutto, non dobbiamo togliergli. Per il loro bene, non certo per il nostro.

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12 thoughts on “Di padri e di figli

  1. Riflessioni di un padre presente😊.
    E lasciarli sbagliare, si. La crescita purtroppo passa anche attraverso il dolore. Ma le lacrime si possono asciugare. I genitori sono spalle su cui piangere e poggiarsi tutte le volte che i figli ne avvertono il bisogno.

  2. in effetti non voler far sbagliare i figli è una delle malattie più subdole e pericolose in circolazione.

  3. Condivido tutto ciò che hai scritto. E’ il mio pensiero e l’ho espresso spesso nel mio blog, ovviamente dalla parte di madre, ma ho anche parlato dei padri.
    Sul fatto che madri si nasce, sinceramente ho dei dubbi…

  4. Il tom tom, comunque, ci insegna la pazienza: non si arrabbia mai e se sbagli strada semplicemente ricalcola e te ne propone un’altra…

  5. Una delle cose più stupide che si possa dire ad un genitore è che ha delle preferenze tra i figli, davvero.
    Ah, comunque meglio non essere come un tom tom, che a volte indica la via più tortuosa solo perché è quella con meno km!XD

  6. Io invece credo che sia ipocrita (non da parte tua, ma come riflessione generale) affermare che non si abbiano preferenze. Secondo me l’indice e il pollice non sanguinerebbero allo stesso modo, parti diverse del corpo non sanguinano allo stesso modo. Sanguinano entrambe, questo è vero. Credo che bisognerebbe insegnare che siamo diversi, che possiamo e abbiamo il diritto di poter trattare le persone in maniera diversa e che questo non è sbagliato.
    Però è una riflessione poco condivisibile, ammetto; è solo una di quelle cose che mi fa contare fino a venti quando la sento. 🙂

  7. Nonostante io sia un po’ più grande di te ho un bimbo di un anno e ti leggo sempre con interesse su questi temi… i tuoi son grandi mi pare.

  8. No, non è sempre vero che i figli sono amati allo stesso modo, anche i genitori sono esseri umani con i loro pregi e i loro difetti … e le loro preferenze … ci sono milioni di esempi nelle vite delle persone … anche tragici talvolta … 😥

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