Perché scrivo post così minchioni

Si è vero, sono io il più bravo, si è vero, sono io il più bravo, nessuno è bravo come me! Si è vero, sono io il più saggio, sono io il più intelligente e vuoi sentire come canto bene.

Come spesso gli capita il mio amico Zeus (quando non scrive di musica al cui ascolto preferirei di gran lunga essere chiuso in ascensore con uno che soffre di aerofagia), con questo post, pone una questione centrale, una domanda minchiona, ma allo stesso tempo nevralgica sulla sanità mentale di chi scrive su un blog.

Non credo a quelli che dicono di scrivere per se stessi. Come diceva Eco “l’unica cosa che scriviamo per noi stessi è la lista della spesa per il supermercato“. Tutto il resto lo mettiamo in comune, lo tiriamo fuori e lo rendiamo pubblico. Ci fa piacere che qualcuno lo legga, lo commenti, lo trovi bello? Se non è così, evidentemente, abbiamo qualche problema (che poi, in realtà già il ritenere di scrivere qualcosa di bello, qualcosa che qualcun’altro trova interessante, di per sé nasconde a suo volta qualche problema). Scrivere è un modo di esprimersi, di mettere in gioco se stessi, come dipingere, suonare, cucinare, amare. Lo si fa solo per se stessi? Perché mai? Oddio, non sto dicendo che le attività onanistiche siano prive di soddisfazione, però, insomma di solito ci si diverte di più in compagnia. Sulla questione specifica avevo già scritto qui e non penso ci sia tanto da aggiungere.

Tornando alla domanda di Zeus, come ho già scritto altre volte, il blog nasce dal mio profilo Facebook ed è un legame che non si è interrotto, né ho intenzione di interrompere: sono due facce della stessa medaglia, anzi la faccia è una sola ed è la mia. Vi piace? Sono contento. Non vi piace? Me ne farò una ragione. Non scriverò di più, né di meno per questo. Scrivo quello che mi passa per la capa. Siano minchiate (molto spesso) o cose più seriose, comunque riflettono il mio stato d’animo. Ho scritto post per scaricare la rabbia o per dare spazio alla gioia. Li ho scritti per una persona che sapevo li avrebbe letti, per dirgli qualcosa che solo lei avrebbe capito. E ho scritto cose per qualcuno che non li avrebbe mai letti. Ma io avevo bisogno di scriverli. Ho scritto storie che mi frullavano per la mente, che erano nate e sarebbe morte lì, ma mi dispiaceva, perché erano storie che pensavo valesse la pena raccontare. Molto spesso al termine dei post metto una canzone, che nella mia mente dovrebbe fare da sottofondo alla lettura, dandogli il giusto accompagnamento, il tono, il colore, il sentimento che avevo mentre la scrivevo.

Riguardo gli altri blog. WordPress mi dice che seguo 323 blog…ma neanche se non avessi nulla da fare tutto il giorno potrei seguirli tutti! Alcuni me li perdo per strada, altri non capisco neanche più perché avevo scelto di seguirli. Ma alcuni li amo! Ci trovo sempre spunti, riflessioni, immagini, assonanze che mi piacciono quasi a prescindere. Lo confesso, verso alcuni sono un everything likers e manco me ne pento (perché dovrei). E infatti con molti di questi non potevo limitarmi al blog e sono nate belle amicizie anche al di fuori di qui. A volte li leggo dal blackberry e quindi commentare diventa complicato, a volte ci ritorno dopo anche solo per leggere i commenti altrui.

Non ho risposto all’alternativa posta da Zeus. Non sono il Re dei un’isola deserta, non perché non sia Re (delle minchiate), ma perché non vorrei che il blog fosse un’isola, tanto meno deserta. Ma non credo neanche nel blog sociale. Questo è il mio blog, è una traccia di me: per questo (come ho fatto anche stavolta) spesso richiamo post precedenti. C’è un filo logico (magari di una logica minchiona), che dovrebbe legare i post, creando un collegamento, una coerenza di fondo. Sono assolutamente graditi i commenti e i contributi di tutti coloro che pensano di avere qualcosa da dire qua sopra, ma non lo condividerei con nessuno (infatti faccio spesso richiami ad altri blog e amo farlo perché mi piace sempre dare consigli non richiesti, ma non ho mai ribloggato articoli altrui qua dentro).

Nietzsche prima di uscire totalmente fuori di testa (ma già sulla buona strada per farlo) scrisse il famoso Ecce Homo: un libello in cui si scagliava contro tutto e tutti, in cui il terzo paragrafo si intitola “Perché scrivo libri così belli“. Ecco, se un giorno doveste leggere un post con quel titolo, abbiate pazienza e ricordatemi per come ero prima. Non fiori, ma minchiate a fin di bene.

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9 thoughts on “Perché scrivo post così minchioni

  1. Amico mio. Questo post è una grande risposta al mio quesito. Potevo aspettarmi di meno!? Neanche per idea. Il fatto è proprio questo, nasciamo Re della nostra isola, del nostro blog, poi dipende cosa si fa di esso. Già l’aver usato Wp è un segno di… socialità… ecco. La socialità è connaturata all’apertura di un blog su internet. Anche quando fai gli inviti. Perchè se inviti qualcuno vuoi comunicare con altri.
    Io mi ritengo Re del mio blog, ma perchè ne ho forgiato il tema, il modo di procedere barcollante, a zig-zag, con più o meno mordente. Ma non sono isolato. Voglio comunicare e voglio conoscere, confrontarmi. Tu prendi spunti e dai i consigli, io cerco le collaborazioni e mi ricordo di certi consigli… tipo Il Figlio, libro che prima o poi comprerò e che tu mi hai suggerito. Questo è essere sociali. Questo è condividere.
    Il Re Solo apre il bloc-notes.

  2. scrivevo da Zeus questo, lo scrivo pure qua, tanto è in topic.Sono al quarto blog e, dopo una lunga milizia scritta e letta posso dire che considero il blog soltanto come mezzo per scrivere, il che non è secondario, se ti piace farlo. Mettere insieme il tempo e la forza/voglia di scrivere su un argomento che ti piace è già molto, trovare il tempo di interagire con gli altri diventa più difficile, per quanto un feed reader faccia miracoli. E quello di WP una bella mano la dà. All’inizio, parlo dei tempi di Splinder, c’era tanta gente che scriveva, c’era un livello d’interattività molto alto, c’era una “scena”. Poi ci si è spostati altrove, tra friendfeed, tumblr, twitter eccetera, considerando facebook come un mezzo di serie B, una sorta di Sharm El Sheikh della blogosfera. In realtà c’è sempre stata molta autoreferenzialità e grande desiderio di conoscersi per fare cose insieme, tutte quelle che possono venire in mente ma soprattutto… alcune. La scena era composta da gente che scriveva di mestiere o aspirava a farlo. Il blog, avendo cessato di essere biglietto da visita, è diventato uno strumento poco usato, vecchio, oppure appannaggio di categorie particolari: food blogger o fashion blogger, per esempio. Resta la giungla dei blog personali in cui ci dibattiamo e il livello d’interattività che si è molto ridotto. Il pubblico? Serve a gratificare, oppure ad avere un feedback su quello che scrivi. Ho avuto post letti da 2000 persone, adesso quando va bene si superano le 20. Ok, è così e non è poi così importante, se lo fai per te stesso. Se invece l’obiettivo è quello di mettere su un bel giro per scambiarsi opinioni e numeri di telefono, allora le pubbliche relazioni sono necessarie. Alle mie ci pensa Romolo…

  3. 🙂 E a volte nemmeno la lista della spesa, se poi ci mandi il marito, al supermercato 🙂
    (Io però amo il supermercato, mi rilassa quando evito gli assembramenti del sabato, per cui in effetti la lista della spesa è intimamente mia 😉 )

  4. La lista della spesa la scrivo e la dimentico a casa! XD
    Ti rispondo con le stesse cose che ho lasciato scritte da zeuss: io non ho mai scritto solo per il piacere di farlo, ho iniziato per condividere quello che mi accadeva con persone che non mi conoscessero e così continua ad essere, passando da splinder a wordpress questo è il mio secondo blog personale (più altri due scritti assieme ad altre persone).
    Ma nel mio blog comando io: io sono la brat princess e decido io come scrivere e quando scrivere e su cosa scrivere. Il confronto mi piace tantissimo, ovvio, ma non vado a caccia di followers, non metto like a caso senza leggere e non clicco segui a caso solo perché ho seguito un tag.
    Se poi dall’interazione virtuale può derivare anche una amicizia reale che ben venga.
    Comunque i tuoi post minchiate mi piacciono molto!=D

  5. Credo che si scriva per tanti motivi diversi: il blog può diventare una sorta di diario, un contenitore di riflessioni e pensieri sparsi, un modo per colmare una (e non necessariamente “la”) solitudine interiore, un luogo ove trovare amici, un’esibizione di narcisismo, una piattaforma di “lancio”. E comunque, in tutti questi casi, secondo me si finisce sempre per scrivere per se stessi.

  6. A me co’ stà storia dei post minchini mi fai morire, ma già come ti ho sritto una volta , minchioni non sono e tu lo sai…per questo scrivi…
    Io scrivo perchè so narcisa, sicuramente, o sò minchina pure io?
    Tii abbraccio.

  7. “Non credo a quelli che dicono di scrivere per se stessi.” forse è vero non si scrive solo per se stessi, ma credo che molti scrivano sopratutto per se stessi. Perché scrivere è catartico.

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