Una redenzione a volte è possibile

I luoghi non sono neutri. I posti in cui siamo stati si portano impresse le emozioni che abbiamo provato quando eravamo lì. Il vissuto dei luoghi si deposita come polline su quei posti e rimane lì, rarefatto, in attesa del nostro ritorno. Tornando ritroviamo quelle sensazioni già vissute che si ripresentano intatte come allora, per farci compagnia come vecchi compagni di scuola.

E così torniamo bambini nei luoghi dell’infanzia, riviviamo i primi amori al mare, le ansie degli esami passando vicino l’Università, le tristezze delle separazioni nelle stazioni, le gioie dei primi baci nelle sale dei cinema, i dolori di cui sono intrisi i viali vicini agli ospedali.

Non è una cosa a cui pensiamo quando siamo lì la prima volta. E’ ovvio, siamo presi dalle emozioni che stiamo vivendo: siamo troppo felici o arrabbiati, disperati o annoiati. I luoghi si confondono nello sfondo, sembrano quasi ininfluenti. Siamo così felici che potremmo essere sulla luna o sul deserto, siamo così tristi che non badiamo a nulla di quello che abbiamo intorno. Siamo troppo concentrati su noi stessi e su quello che stiamo provando in quel momento che tutto il resto perde di significato.

Ma in realtà non è così. Ritornando in quei luoghi capiamo quanto quelle sensazioni si sono intrecciate in quei posti, così che basta rimettere piede lì, per ritrovarle intatte come le avevamo vissute allora. Ritornare però non è solo rivivere. Le gioie possono essere riassaporate, anche quelle che ormai sembravano evaporate via. Invece le ansie, le tristezze, i dolori possono essere superati. Possiamo togliere la polvere delle vecchie esperienze e scriverci sopra nuove storie, provando nuove emozioni.

Se abbiamo il fegato di affrontare i nostri fantasmi, se abbiamo il coraggio di tornare nei luoghi del passato – soprattutto quello con cui dobbiamo ancora fare i conti – saremo in grado di darci una seconda possibilità. Possiamo redimere quei luoghi e dargli un nuovo destino.

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12 thoughts on “Una redenzione a volte è possibile

  1. Gran bella riflessione. E’ un qualcosa su cui, con parole diverse, ho più volte provato a pensare anche io. Il problema è che in quei non luoghi non potrai mai tornare con gli occhi, la testa e il cuore di allora e oggi ogni cosa assume una prospettiva diversa, facile da affrontare. Ciò non toglie che una seconda possibilità possiamo darcela.

  2. Post molto bello. Non credo si possa parlare di redenzione, piuttosto di rinfrescare la memoria sostituendo un brutto ricordo con uno migliore.

  3. Si può solo guardare ( e sentire, ascoltare…) con gli occhi di adesso quel era prima, un indefinito tempo prima. Almeno quando si ha la possibilità di poterlo fare. Purtroppo, o per fortuna, i miei ricordi sono sempre un po abbelliti dalla mia fantasia, e sempre purtroppo, o per fortuna, ho ricordi migliori di quel che era reale all’epoca.
    C’era un posto in cui andavo da bambina che adesso non esiste più. Il fatto di poterlo ricordare chiudendo gli occhi non toglie un grammo al rammarico e al rancore che provo, anche se adesso, in quel posto che non esiste più, ci sono persone felici e che si amano.

  4. Ma i ricordi effettivamente giocano spesso brutti scherzi. La fisicità dei luoghi, la corporeità di una casa, di una strada, di un posto con le cose che lo compongono può restituirci le sensazioni di allora molto meglio di un ricordo

  5. Più che redimerli, possiamo associarli ad altri ricordi e “smitizzarli”; che i posti visitati e le cose fatte da bambini/adolescenti acquistano sempre una parvenza simil mitologica nella nostra mente, nel bene e nel male.
    Tornandoci si può osservarli con occhio diverso. E pensare che in fondo sono solo posti come tanti.

  6. Vibrazioni. Si tratta di percepire le vibrazioni che un’esperienza ci ha dato. E sembra che tali vibrazioni restino nel luogo ove son comparse. L’altra sera son passata in una bella e famosa via di Milano ricca di ricordi piacevoli, di amori lontani e di amori appena trascorsi. Le Vibrazioni di tutti coloro che ho amato in quell’angolo di città si sono risvegliate solleticando il cuore. Ho sorriso, leggera e contenta di sapere quelle vibrazioni ancora presenti. 😉

  7. A volte mi piacerebbe rivedere le cose con la testa che avevo al tempo in cui le vidi la prima volta. Altre volte vorrei riviverle invece in quel tempo ma con la consapevolezza di oggi.

    È un po’ contorto, non so se è ben chiaro.

    Poi a volte penso che se sono ciò che sono è per quelle esperienze vissute e che quindi sì, ammettendo che fosse possibile rivivere le sensazioni con un’altra testa, poi il risultato sarebbe sempre diverso.

  8. …vorrei ridiscendere nei “cuori” del mio passato per dar loro un nuovo destino…

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