Talvolta anche un vaffanculo ha un suo perché

Mi scuso anticipatamente del linguaggio scurrile di questo post. Se il turpiloquio urta la vostra sensibilità cambiate canale. Del resto, nessuno vi obbliga a leggermi.E poi, le parole sono importanti. Già l’ho detta questa cosa e mi ci sono intrattenuto qui.

Io sono una persona molto tollerante. Qualcuno una volta diceva troppo (chissà se lo pensa ancora?) Per carattere e poi anche per lavoro sono l’uomo della mediazione. Cerco sempre un compromesso,  mi sforzo per trovare le ragioni degli altri, per calarmi nei loro panni così da cogliere il loro punto di vista sulle vicende. Ma nella settimana in cui il presidente dei senatori del secondo partito italiano si mette ad insultare un’adolescente su twitter, il presidente di una squadra di calcio dà dal “filippino” al presidente di un’altra squadra, il capocomico dice che la mafia aveva un suo codice d’onore, mi veniva in mente quella grandissima, iperbolica, pluricitata frase di Voltaire: “Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere”.

Ma un par di cazzi! Ma proprio no! Gli stronzi, i razzisti, i nazisti dell’Illinois de noantri, gli arroganti, i maleducati, gli integralisti, quelli che picchiano le donne, chi si ubriaca e investe i poveri cristi, chi manipola gli altri per i suoi comodi, chi si approfitta delle persone ingenue. E anche quelli che non si lavano! Perché? Perché diamine dovrei farli esprimere? Rispetto? Tolleranza? Ma perché no un bel vaffanculo? Un gagliardo, vigoroso, liberatorio, MAVATTENAFFANCULO!

State zitti, sparite dalla faccia della terra, chiudetevi in convento. Anzi, ho un’idea: morite. Ecco, sì! Una bella morte magari, da raccontare ai posteri, “eh sì, era un po’ stronzo, però è morto per…” per quale causa vorreste immolarvi? La cura dell’Ebola? La fame nel mondo? L’uguaglianza fra i popoli?  Scegliete voi. Su, avete una bella occasione di riscatto. In questo paese basta morire e santifichiamo tutti. Anche Berlusconi vedrete che qualcuno riuscirà a recuperarlo. L’hanno fatto con Mussolini, con Craxi, vedrete quante vedove lascerà il povero Silvio.

Non volete morire? Ma io lo dicevo per voi….Va be’, allora almeno, intervistate Nanni Moretti

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40 thoughts on “Talvolta anche un vaffanculo ha un suo perché

  1. Voltaire ne aveva di ottimo umore per uscirsene con quelle frasi, ma non era ancora nata la moda di twitter.
    Nel suo caso le parole arrivavano in giro con la lentezza propria delle comunicazioni dell’epoca, le stronzate c’erano ma ci mettevano del tempo per girare nel mondo.
    Noi, fortunati come pochi, siamo nell’epoca della stronzata multimediale, mondiale e dinamica. E allora, come reazione, il suo principio di tollerenza se ne va a fanculo e ritorna una sana, riottosa, urticante, intolleranza.
    Verso l’idiozia conclamata. Verso l’ignoranza crassa…..

  2. Guarda, mi veniva d’alzarmi in piedi, commossa…come (non) stessi ascoltando l’inno nazionale….
    Io infatti non posso piu dirmi tollerante e anzi, auspico da tempo una rivoluzione sanguinaria.
    La mia sete di sfogo di incazzature ataviche arriva a vederli tutti oggetto di un piano di sperimentazione dei vaccini contro l’ebola…che si rendano utili prima di morire insomma.

  3. Premesso che l’amore non esiste, e dato come fatto assodato che un vaffanculo non si nega a nessuno, io penso che le parole siano importanti solo fino ad un certo punto.
    Glielo devi dimostrare, che ti stanno sulle palle!

  4. Molti errori e molti orrori nascono, temo, dalla superficialità di post come questo. Mi spiace, spero tu non lo prenda come un commento da hater, perché non lo sono… Che tu metta in una stessa frase, relativa alla libertà di opinione: i nazisti, gli uomini che picchiano le donne (e quelli che picchiano gli uomini, con quelli ci parli?), chi si ubriaca e investe le persone, denota secondo me una totale vacuità di approfondimento, che può dipendere o da mancanza di intelligenza – ma non credo sia il tuo caso – o da mancanza di impegno nel pensare le cose prima di scriverle… e finisci in compagnia di persone che scrivono che i cazzotti sottolineano i concetti, o che suggeriscono l’impiego come cavie di una generica e poco chiara categoria di gentaglia che a tuo parere e a parere dei tuoi poco urbani supporter sarebbe indegna non solo di esprimersi ma anche di vivere. Tutto sommato, la tutela della libertà di espressione – nei limiti della non violenza, e quindi non come fai tu – mi pare che vada intesa in altro modo: serve a produrre dialogo e a provare a eliminare, gradualmente e in modo civile, certi residui di barbarie che forse un giorno scompariranno da un troppo frettoloso modo di pensare. Quindi ecco, morire, no, ma perché tu possa dire quel che pensi, pure quando produci post come questo, che trovo triste, io le giuste battaglie civili del caso le farei. Quindi vedi un po’ tu se moderarmi, mandarmi a quel paese o dirmi grazie.

  5. Opterei per una 4 possibilità. Ovvero provo semplicemente a risponderti. Posto che ovviamente era un post un po’ iperbolico e anche forse (anzi sicuramente) un po’ superficiale (ma non è che mi devo scusare se nel mio blog scrivo minchiate, altrimenti dovrei chiuderlo immediatamente!), ma il concetto mi sembra chiaro. Io, personalmente, non sono disposto a battermi per far parlare gli imbecilli. Tanto parleranno lo stesso. Ma… not in my name!
    Detto questo tu pensi davvero che da post come questo “nascono molti errori e molti orrori”? Non mi starai sopravvalutando un pochino? Come dicevo nei commenti al post precedente, se ti è capitato di vederli, sono sempre piacevolmente stupito delle persone che mi leggono e mi apprezzano. Che mi legga anche chi non mi apprezza davvero mi stupisce! Ma che qualcuno si metta a fare quello che dico…ma neanche la mia smisurata presunzione arriva a pensarlo! Quindi in conclusione stai sereno. Sono solo canzonette…qualcuna riesce un po’ meglio, qualcuna un po’ peggio. Magari tra un mese rileggendomi penserò “ma che m’ero bevuto quel giorno?”, ma certo non credo di determinare null’altro oltre qualche sensazione (spero piacevole), che finisce al termine dei tre minuti della lettura.

  6. Allora vediamo un pò di ricapitolare, dato che sono la ventiquattresima a scrivere. L’ultima volta che mi sono azzardata a dire “cazzo” sono stata guardata da altri come se io stessa avessi Ebola e fossi libera di circolare. Gli altri in questo caso, erano i genitori dei compagni di classe di mia figlia, riuniti nei soliti stupidi e chiacchierosi capannelli davanti a scuola, alle ore 13. Quando ho visto quegli occhi finto benpensanti, finto aristocratici, come se loro cazzo non l’avessero mai detto. occhi e sguardi che mi tagliavano in due con un coltello, ho richiesto “Ma si può dire cazzo?” in quel momento forse, avrebbero voluto incendiarmi. Quando ci vuole ci vuole, ma occorre contestualizzare e vedere e capire l’effetto che dopo le parole, ne sortirà. Quindi attenzione ragazzi” Chi di cazzo e vaffaculo ferisce, di c. e v.f. perisce! Aggiungo brevemente che non amo le parolacce, non sono scurrile di natura, ma molto chiara e mirata, sì. Leggermi per credere, Fabiana Schianchi

  7. Pingback: Oggi si gioca alla cultura | Io, me e me stessa – Historia de una mujer

  8. che bello rileggerti! Mi si era annullata per sbaglio l’iscrizione al tuo blog, mi chiedevo che fine avessi fatto, chissà la gamba… Ora sono reiscritta! 🙂

  9. Credo che una parolaccia ogni tanto possa anche essere liberatoria e subito ti faccia sentire meglio. Poi però ci sono le conseguenze e bisogna essere pronti a ricevere indietro parolacce, azioni e non solo. Ripeto a tutti il mio caso più sopra descritto: ora sono relegata in un angolino come un’appestata, forse valeva la pena tenere in bocca la lingua! Fabiana.

  10. A volte infatti è come dici tu! (P.S. ho provato ad iscrivermi al tuo blog, ma mi dà sempre un errore nell’inserire l’indirizzo email, non c’è un altro modo? Altrimenti riproverò!)

  11. Gentile Romolo, quando vai nella mia Home page, a destra ti chiede se desideri iscriverti. Tu cliccaci sopra, poi ti arriva una mail nella quale ti viene chiesto di confermare la tua iscrizione. Tutto qui. Se hai problemi, fammelo sapere, Ci tengo ad averti tra i miei iscritti! Un caro saluto, Fabiana.

  12. Ho riprovato con un altro indirizzo email ed è andato ok. Il problema è che quest’altro è un indirizzo che uso poco perché non è collegato al Blackberry. Però il problema precedente era legato evidentemente al primo indirizzo email che essendo quello aziendale forse ha delle protezioni antispam che non permettono quel tipo di operazioni. Va be’, comunque in qualche modo abbiamo risolto

  13. Romolo ho visto che ci sei tra i miei iscritti! Quindi dovresti aver fatto tutto in modo corretto. Vediamo se ti arriveranno in automatico i miei post, buona mattinata! Fabiana (tienimi aggiornata, per cortesia!).

  14. Evviva Romolo!! ben arrivato, sei il numero trentadue. Sto leggendo il tuo simpaticissimo post su come “far innamorare qualcuno”. Posso consigliarti di leggere qualche puntata della mai saga “Le 150 sfumature del corteggiatore per errore”! Sono arrivata alla lettera P e continuerò presto con la lettera Q. Ce n’è da imparare, vedrai che vasta gamma di conquistadores. Un abbraccione, Fabiana.

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