La forza dell’abitudine

L’abitudine è un abito. Un vestito su misura che ci cuciamo addosso. Le spalle, le maniche, il giro vita, il cavallo, la lunghezza delle gambe. L’abitudine ci calza a pennello, comoda ed elegante a seconda delle necessità. Nostra, soprattutto.

L’abitudine è come una vecchia canzone che conosci a memoria. Ti ritrovi a canticchiarla quando non hai altri pensieri. Ha accompagnato le tue giornate, l’hai sentita quando eri giù e quando eri felice. Magari per un po’ ti era passata di mente, ma in realtà era sempre lì, in un angolino della mente, perché lei fa parte di te, della tua storia.

L’abitudine ha dalla sua, la forza del già vissuto. Non ti sorprenderà, ma sai che su di lei puoi contare. E’ affidabile come un vecchio amico di infanzia. E’ rassicurante, anche se a volte può diventare scontata. Capita allora che si voglia uscire fuori, per vedere se c’è un fuori. E dopo la prima sensazione di disorientamento, scopri che ne puoi anche fare a meno. Che per quanto comoda, magari ti accorgi che appartiene al passato, ma non più al tuo presente, né tanto meno al tuo futuro.

E allora l’abitudine potremmo dire che è come una cabina del telefono. Esistono ancora? Funzionano? Ma soprattutto, interessano ancora a qualcuno? Eppure quanta storia, quanto tempo, emozioni, ansie, incazzature, gioie che abbiamo passato lì dentro. Semplicemente un giorno ti accorgi che non servono più.

(per lo spunto finale ringrazio gli amici blogger Rideafa e a Ammennicoli)

 

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10 thoughts on “La forza dell’abitudine

  1. quanto mi piaceva questa canzone…
    Non mi ci … abituavo mai!
    Come alla Bellezza. E all’Amore!

    Brutta bestia l’abitudine.
    Un mio amico arabo dice che tutto si impossessa della noia, prima o poi.
    A tutto ci si abitua (con conseguente insofferenza e voglia di scappare via…)

    Solo a due cose no: Al pane, che puoi mangiare tutti i giorni e non ti stufa mai e a dire, o sentirsi dire “Sei bellissima”!

    Questi arabi…
    ciao, Gi…

  2. Personalmente ho una vita abbastanza abitudinaria, ci tengo a precisare: per scelta. Adoro le mie abitudini, mi calzano a pennello, le ho cucite io (sono sarta), ci ho ricamato sopra (sò ricamare benissimo), ci ho attaccato tante perline colorate (sono specializzata in queste minuterie),ci ho dipinto le sfumature( sò farle benissimo) e poi ogni tanto esco fuori e quando lo faccio è vertiginoso (sono una circense nata). Le novità mi piacciono e ci vogliono, sono stimolanti, rinnovano, ma ad alcune abitudini non rinuncio, sono la mia forza e la mia sicurezza.

  3. In generale penso che il problema sia il non restarne prigionieri. Ci sono abitudini che si sono talmente stratificate nel tempo che forse neanche ci facciamo più caso. Possiamo farne a meno? Sì! E’ faticoso, a volte anche doloroso, però magari ne vale la pena.

  4. lo scorso we passeggiavo per un paesino abruzzese e dietro la porta di un vecchio bar, ne ho visto uno e mi sono tornate in mente le telefonate da scuola per farmi prendere da mia mamma quando fingevo di aver mal di pancia…arrivare a quel telefono, dopo aver imbrogliato insegnante e preside, era già un’avventura….

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