Le mie 10 canzoni

Senza musica la vita sarebbe un errore. Friedrich Nietzsche

Era tanto che volevo scrivere un post così. La musica non è un elemento accessorio della mia vita, ma ne fa parte in modo essenziale, non mi lascia mai, mi accompagna in ogni situazione. Probabilmente è la cosa più bella che esiste, la più bella che l’uomo abbia mai inventato, ammesso che l’abbiamo inventata noi. Se mi guardo indietro ogni tempo ha avuto la sua musica, ogni sentimento, ogni situazione e non c’è nulla di più concreto e di più immediato di una canzone per far tornare alla mente le sensazioni provate, il passato, il presente e il futuro. E queste sono le mie dieci canzoni: le più belle, le più significative. Le mie!

Thunder Road. E’ la canzone del coraggio di vivere e del rialzarsi sempre. Non importa quanto sei stanco, non importa quanto non ti va: il Boss dice che si può fare, che ce la posso fare, basta volerlo. E se lo dice il Boss, chi sono io per contraddirlo?

Baba O’Reily. L’età adulta, la scelta di abbandonare un passato certo, per un futuro diverso, di chiudere definitivamente delle porte per poterne aprire delle altre. La paura e la speranza. Soprattutto, la certezza che fatto qual passo indietro non si torna.

Wish you were here. La nostalgia per chi non c’è più. Non riesco a farci i conti con questa canzone ed in generale con i Pink Floyd. Di una bellezza inaudita, ma troppo dolore, troppo.

The Pretender. La sicurezza. E’ la canzone della calma dopo la battaglia, quella del ritorno a casa, dei lunghi viaggi in macchina nella notte. Una notte brillante di stelle, che arriva dopo un giorno faticoso, ma pieno di soddisfazioni.

Goodbye Stranger. L’adolescenza. Ne avrei potute scegliere molte altre, ma questa è certamente la più significativa, quella che più di tutte mi fa ripiombare indietro di trent’anni. Quella che mi fa risentire i profumi, i sapori, le voci degli anni del liceo, dei pomeriggi spensierati, ma insieme pieni di pensieri. Degli anni delle grandi scelte, perché ancora era tutto da scegliere. Per inciso oggi è la suoneria della sveglia.

We’ve got tonight. I percorsi perduti, i sentieri interrotti della vita, non per forza scelte sbagliate, ma certamente quelle non portate avanti. Senza rimpianti. Quelle strade che avremmo potuto seguire, che ci sarebbe piaciuto seguire, ma che abbiamo deliberatamente scelto di non continuare a percorrere.

Blackbird. La tristezza. Quella con cui impari a convivere, quella che sta sempre insieme a te, anche nei momenti più belli, anche nelle gioie più grandi, quel senso di incompiutezza, di nodi irrisolti, di questioni aperte. Ma insieme anche quella tristezza tenera, a cui ti abbandoni, certo che lei non ti lascerà mai, a cui in fondo hai imaparto a voler bene.

With or without you. Le contraddizioni, i conflitti, il giusto e lo sbagliato insieme. L’andare quando bisognava fermarsi, il dire quando bisognava tacere. La vita in fondo, cos’altro?

Powderfinger. La forza. La certezza di farcela. E’ un passo in più di quella del Boss: andrebbero ascoltate insieme, una dopo l’altra, perché dove finisce quella comincia questa. Se vogliamo, forse questa potrebbe essere la canzone del domani.

Firth of  Fifth. Semplicemente la bellezza della vita. Ancora oggi mi incanta. Dovessi sceglierne una da ascoltare sempre, da qui all’eternità, non potrei non scegliere lei.

Ne mancano moltissime. Non c’è la “nostra” canzone, perché quella è di Ale e mia e basta. Non ci sono canzoni che hanno dietro dei ricordi precisi ed indelebili: non necessariamente grandi canzoni, ma che certamente hanno fatto parte della colonna sonora della mia vita. Penso ai Spandau o agli ELO, ai Queen o ai Dire Straits. Non c’è molto presente, non ci sono i Rem o i Green Day, i Pearl Jam, i Counting Crows, tutti gruppi che accompagnano le mie giornate oggi e in un recente passato. Ma non si possono ricordare tutti. Non ci sono canzoni italiane, semplicemente perché pur essendocene di molte belle e anche molto significative, nessuna, almeno nella mia personalissima opinione, può competere con queste.

Sarà difficile, ma spero sempre che la più bella sia quella che ancora dev’essere scritta.

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24 thoughts on “Le mie 10 canzoni

  1. Che meraviglia! Quante cose mi hai fatto venire in mente con queste canzoni, che sono un po’ anche le mie!
    Ne aggiungo due: The Power of Love dei Frankie Goes to Hollywood e Mr. Jones dei Counting Crows.
    Anche se ce ne sarebbero tante altre….

  2. Ne conosco due su dieci.
    Il mio rapporto con la musica è strano, a volte passo settimane senza ascoltare niente, a volte ci sono giorni che fondo lo stereo. E lo orecchie dei vicini.
    Bono mi mette i brividi. La sto ascoltando ora, mentre ti scrivo, e ciò pure i lucciconi, perché sono una deficiente, cosa ci vuoi fare…adesso c’è il ritornello e io sto ritornello lo devo ascoltare ogni volta a volume sfonda timpani perché se no non sono contenta, così scrivo e piango e canto e rido anche un po e non lo so come faccio a fare tutte queste cose insieme, ma tant’è.
    Oggi la musica non era nelle mie corde, ma è arrivata lo stesso senza che io ci potessi fare niente. Ciao Rò, buon pomeriggio. 🙂

  3. Perché la musica decide lei…buon friday night Frà, stendili tutti! E poi con calma ascoltatele tutte e dimmi se non è vero che ti dicono quello che ho scritto sopra!

  4. Pingback: 17 agosto 1986 « Viaggi ermeneutici

  5. Strano come ci siano canzoni che ci accomunino e che ho messo anch’io nella mia classifica (sì,te l’ho rubata,confesso!) e altre che non ho inserito,perché altrimenti non sarebbero state 10…

  6. Ne conoscevo 4 su 10. Dai, visti i miseri 22 anni, forse non è un pessimo risultato. Forse…

    Su Springsteen non posso dir nulla.
    Molto bella We’ve got tonight, anche per le cose che hai scritto. È l’introduzione che mi è piaciuta di più 🙂
    Molto meno bella la tua sveglia. Sorry.

  7. Confrontando le liste si intuisce la differenza d’età. Se ci pensi è più strano che nonostante hai meno della metà dei miei anni abbiamo gusti in comune! Per fortuna la musica ha un suo linguaggio universale che riesce ad annullare le distanze, sia dello spazio che del tempo, I Supertramp sono stati un gran gruppo, ma forse effettivamente, molto legati a quel periodo

  8. Avevo una coinquilina, una di quelle tutte Dear Jack, Alessandra Amoroso, ecc, che sosteneva ascoltassi “cose vecchie” e con un’amica dai gusti comuni ai miei si parlava di come effettivamente nel rock ci sia molto più che altrove l’importanza della storia. Per cui a 20 anni ascolti quel che ascoltava tuo padre, e lui ascolta quel che ascolti tu. È una cosa positiva, però, non negativa.
    Poi vabbè, tralasciamo che tacciava tutti coloro che non ascoltavano la sua schifezza di spocchia, salvo poi prendersi una cotta per un metallaro e finire a piangere cultura.

  9. Pingback: Le 10 cose che non cambieranno mai « Viaggi ermeneutici

  10. La musica è una delle tante espressioni dell’uomo, dall’uomo nasce e con l’uomo morirà, come il teatro, la poesia, il cinema, l’arte in generale in definitiva. Non sono d’accordo con la citazione di Nietzsche (ma in realtà il suo pensiero sulla musica è più complesso, oltre che dannatamente classico), la vita scorre anche senza l’arte, solo che ti perdi il meglio.

    Non so davvero come tu abbia fatto a scegliere dieci canzoni, io non riuscirei a scegliere 10 marche di cereali! Non posso nemmeno insultarti a dovere, dato che sono canzoni legate a momenti o a sensazioni, per cui scevre dal giudizio critico. Però gli U2 fanno cagà col botto.

  11. I miei amici mi hanno riempito la casa dei loro album, bene o male li ho ascoltati tutti, più volte, e pure commentati e spiegati (cosa ci sia da spiegare poi ancora non l’ho capito). L’album su cui mi sono dilungato negli ascolti e per più tempo è “Boy”, bravo Bono, bravo Edge, però nessun pezzo che mi abbia mai colpito. Solo nel 1980 uscirono “Half Mute”, il terzo dei Pere Ubu, il terzo dei Soft Boys e hanno esordito Cramps e Feelies. “Boy” continua a sembrarmi un album mediocre e poco interessante. Madonna che rompicojoni.

  12. Romolo, le ho ascoltate alcune (altre le conoscevo). Ma per me queste canzoni sono comunque tristi, non mi mettono allegria!!! 😛

    Te l’ho detto che è difficile con me per quanto riguarda la musica 😀

  13. Pingback: Mood Music Tag | Viaggi Ermeneutici

  14. Incredibile, la chiusura del tuo post é identica al commento che ho lasciato sotto un blog, Salvarsi, proprio qualche giorno fa. Stesse identiche parole se non sbaglio. Ho citato la poesia di Hikmet che di certo conoscerai e ho aggiunto quella frase, per dire che anche sulla musica la penso così o meglio che é quello che mi piace credere…

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