Conversazioni rubate alla letteratura

LUI. Gigantesco, bandana in testa, tatuatissimo (sirene, forme geometriche, scritte varie), costume a pantaloncino rigorosamente arrotolato per far sì che l’abbronzatura arrivi dove altrimenti non arriverebbe.

LEI. Biondissima, bandana in testa, tatuatissima (sirene, forme geometriche, scritte varie, ma in più anche due ali sulla schiena. Sì, proprio due ali. Da angelo, anche se forse da gallina sarebbero state più azzeccate), costumino “chiappadefori” e “siserialzate”.

IO. Seduto sotto l’obrellone vicino, assorto nella lettura dell’articolo domenicale di Scalfari che, individuati i tipi, a mo’ di giaculatoria ripetevo tra me e me…Speriamo che siano dei loro, speriamo che siano dei loro, speriamo che siano dei loro…

LEI. So indecisa se prende l’s4, anche perché er mio s3 è pieno de applicazioni ‘na cifra importanti pe’ me. E me dovrei ariscaricà tutte, amo’ tu che dici? Ma e’ vero che uozzap mo se paga amo’? Comunque amo’ me ce porti aaaaromanina da mediauord a vedello e se me pia bene me o faccio, eh amo’? Che dici? Sai quante applicazioni ciò amo’? Tooo dico? Amo’ me senti? Me ne so scaricate 56! Hai capito amo’, CINQUANTASEI APPLICAZIONI!!!!! (N.d.R. con la mano rigorosamente a conchetta vicino la bocca) Ao’ ma me stai a sentì amo’?
LUI. A Cristì l’unica applicazione che te dovevi scarica’, nun taaaa sei scaricata
LEI. Quale amo’?
LUI. L’applicazione pe nu rompe er cazzo! Ma noovedi quanto fa cardo?
LEI .Sei ‘na bestia amo’

IO. Speriamo che siano dei loro, speriamo che siano dei loro, speriamo che siano dei loro…

LUI. Amo’, certo che str’artranno nun je lo damo mica er Circomassimo ai rollinston
LEI. E perché amo’?
LUI. Perché ciannamo a festeggià o scudetto daamaggica!!!

E il mondo torna a sorridere.

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16 thoughts on “Conversazioni rubate alla letteratura

  1. Aò, ma so quelli del -lo famo strano-
    Roba da sceneggiatura di un film di verdone, prima che si mettesse a fare il serio…
    Daje, rò. Con sta roba ce puoi campà! 😉

  2. Che fossero dei nostri è stato per me subito evidente da un particolare e cioè questo: “L’applicazione pe nu rompe er cazzo!”. E’ come un marchio di fabbrica per noi: nun ce devi rompe er cazzo.

    Giacani, le ho mai detto che sono cresciuta insieme a uno dei capi del CUCS?
    Cioè non io, ovviamente, che vivo a Palazzo Serbelloni… la mia cameriera personale, un tipetto che dovrei presentarle un giorno o l’altro.

  3. Anche il papa fumerà, se il Commando lo vorrà! Uno dei pochi slogan che vi invidiavo 🙂
    E comunque i costumi si sono al punto imbarbariti che invece ti confesso di aver avuto il timore di scorgere fra i tanti tatuaggi del tipo un bell’ aquilotto!

  4. I costumi si sono fortemente imbarbariti (cioè per me lo sono sempre stati, barbari, stante la posizione nobiliare). C’era un’etica sfumata nell’accozzaglia.

  5. Pingback: Conversazioni rubate alla letteratura (winter version) | Viaggi Ermeneutici

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