Dittico western. 1 – Liliwhite Lilith

Cantami o diva dei pellerossa americani, le gesta erotiche di squaw pelle di luna.

Piccolo Falco non era ancora mai stato con una donna.

Sempre in giro per il selvaggio west con il suo papà, il grande capo dei Navajo, il mitico Aquila della notte, a combattere indiani cattivi, fuorilegge, banditi, rapinatori e chi più ne ha più ne metta. Sparatorie, scazzottate, risse, pericoli di ogni genere. Anche volendo, quando avrebbe avuto il tempo di inseguire qualche gonnella? Mica come quel gran furbone dello zio Kit, che da giovane aveva fatto stragi di cuori. Almeno a sentir lui. Certo, nonostante gli anni e il pizzetto bianco le donne ancora lo attiravano. Eccome se lo attiravano. Il padre no. Morta la moglie aveva chiuso con certe cose. Aveva ben altro a cui pensare!

Ed il regime monastico a cui si era votato era stato esteso automaticamente anche al giovin virgulto che lo seguiva come un ombra adorante. E così, Piccolo Falco cresceva forte e intrepido, leale e generoso come un cavaliere medievale, ma casto come un monaco di clausura. Ma non era mica giusto! Anche il fedele Tiger Jack gliel’aveva detto tante volte:

Smettila di portartelo sempre dietro! Fagli frequentare giovani e soprattutto fanciulle della sua età.

Alla lunga qualche dubbio si era insinuato anche nel grande capo, che aveva chiesto consiglio al saggio Sakem del villaggio Nuvola Rossa. Quest’ultimo convocò il giovane e lo fece sedere intorno al fuoco sacro, interrogandolo:

Piccolo Falco, sei diventato ormai un guerriero, forte e coraggioso, quasi come tuo padre. Adesso è ora però che diventi uomo.

Grande Sakem, ma io sono già un uomo!

Non ancora!

Ma, che devo fare ancora?

Parti verso ovest, nella direzione del sole che tramonta, parti da solo e vedrai che il grande spirito ti illuminerà e ti dirà che cosa dovrai fare.

Così Piccolo Falco partì sul far del tramonto, seguendo il percorso del sole che andava a morire dietro le colline. Sopraggiunse la notte e lui trovò riparo in una radura sul limitare del bosco. Si era appena addormentato quando fu svegliato dal rullo di un tamburo in lontananza. Per il suo orecchio abituato era fin troppo chiaro cosa volesse dire: qualcuno in quel momento era al palo della tortura. La curiosità superava ogni prudenza, doveva vedere chi era il malcapitato. Con tutte le accortezze che la lunga esperienza gli aveva insegnato si avviò verso il suono e…non si era sbagliato. In una radura poco distante una trentina di indiani stavano intorno ad un palo a cui era legata una vecchia orripilante.

Strega dei boschi, ormai non ci scappi più! Questa notte te ne tornerai nell’inferno da cui sei uscita e così finirai di tormentare i prodi guerrieri Apache!

E così dicendo fecero per dare fuoco agli arbusti messi ai piedi della vecchia legata, che da parte sua urlava sempre più. Ma come detto la prudenza non era fra le virtù principali di Piccolo Falco, che senza pensarci due volte si precipitò lì in mezzo, armi in pugno.

Vi ci sapete mettere, in trenta contro una povera vecchia eh! Ma dovrete fare i conti con me.

Il suo arrivo improvviso colse tutti di sorpresa e per un momento calò un silenzio che poteva essere preludio di uno scontro. Piccolo Falco era pronto a battersi, ogni muscolo teso per parare i possibili colpi, quando inaspettatamente, quello che doveva essere il capo degli Apache scoppiò in una risata fragorosa, ben presto seguito da tutti quanti. Piccolo Falco era completamente allibito…

Giovane cucciolo Navajo, cosa pensi di fare?Piombi qui da solo in mezzo a trenta guerrieri per fare cosa? Pensi di spaventarci?

Non permetterò questo crimine! Questa povera donna…

Sei pazzo! Non sai in che guai ti stai mettendo! Questa è la strega Lilith, che con i suoi sortilegi ha rovinato più d’uno di noi. Ora siamo riusciti a catturarla e a fissarla nel suo vero volto, ma se la liberi si trasformerà di nuovo e per te sarà la fine!

Io sono Piccolo Falco, figlio del grande Aquila della Notte e non ho paura delle vostre superstizioni!

Conosco tuo padre e so che è un guerriero saggio. Allora se è così ti concedo di liberare questa donna, ma tu sarai responsabile per lei. Dovrà restare con te ed io ti considererò responsabile di qualsiasi cosa potrà accadere in futuro per colpa sua.

E così sia, lei viene via con me ed io sarò responsabile per lei.

Detto questo liberò la vecchia e si allontanò da loro. Certo, non sarà stata una strega, come dicevano quegli sciocchi, ma per essere brutta lo era davvero! Pochi capelli bianchi ricoprivano un teschio ricoperto da una pelle gialla piena di macchie scure, sul viso scavato spiccava un naso aquilino sormontato da un porro enorme o forse una pustola.

Grazie, giovane guerriero Navajo. Ti devo la vita!

Quei codardi! Prendersela con una povera signora, come lei…

L’educazione impartitagli, il senso cavalleresco innato lo facevano parlare così, ma non gli impedivano di restare inorridito dalla bruttezza assoluta della donna, né potevano impedirgli di sentire quell’odore nauseabondo di formaggio andato a male, che emanava il corpo della vecchia, che per i troppi strapazzi piombò a terra svenuta. Il ragazzo rimase un attimo perplesso: l’aveva salvata, forse avrebbe potuto riprendere il suo cammino e…No, certo che non poteva abbandonarla! E così si fece forza, si turò il naso e chinatosi la prese facilmente in braccio per portarla al riparo. Trovò una grotta nei pressi del bosco e lì, ormai al sicuro, si addormentò. Ma quella notte evidentemente non doveva essere fatta per riposare, dopo neanche un’ora Piccolo Falco fu svegliato da una voce che lo chiamava per nome

Piccolo Falco, vieni qui, ho freddo, vieni qui vicino a me!

Il ragazzo si tirò su di botto, pensando ancora di dormire. La vecchia non c’era più e al suo posto c’era una bellissima ragazza dai lunghi capelli neri, la pelle d’argento e gli occhi verdi che brillavano alla luce della luna che con un gesto della mano lo attirava a sé.

Fu così che Piccolo Falco divenne uomo, come gli aveva detto il vecchio Nuvola Rossa.

Quando stava quasi per terminare quella notte magica e le prime luci dell’alba stavano diradando le tenebre, la ragazza gli parlò

Piccolo Falco, io sono davvero una strega! Hai visto i miei due volti, perché purtroppo doppia è la mia natura. Tu sei stato gentile con la mia parte orribile, mi hai salvato e non mi hai abbandonata nonostante sappiamo bene quanto possa essere terribile. Per questo ho deciso di svelarti anche la mia seconda faccia. Ora siamo legati per sempre, ma tu dovrai rispettare questa mia doppia natura. Per metà del tempo sarò una vecchia repellente e per l’altra metà sarò una splendida fanciulla. Tu avrai però la possibilità di scegliere quale dei due aspetti dovrò assumere di giorno e quale di notte.

Povero Piccolo Falco, che scelta crudele! Una donna meravigliosa al suo fianco durante il giorno, quando era con i suoi amici, ed una stregaccia orripilante la notte? O forse la compagnia della megera di giorno e una fanciulla incantevole di notte con cui dividere i momenti di intimità? Cosa scegliere?

Il nobile Piccolo Falco disse alla strega che avrebbe lasciato a lei la possibilità di decidere per se stessa. Sentendo ciò, la strega gli sorrise, e gli annunciò che sarebbe rimasta bellissima per tutto il tempo, proprio perchè lui l’aveva rispettata e l’aveva lasciata essere padrona di se stessa.

 

Non importa se la tua donna è bella o brutta, se è intelligente o stupida. Dentro di sé è sempre una strega (proverbio Navajo)

 

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4 thoughts on “Dittico western. 1 – Liliwhite Lilith

  1. Articolo interessante!
    Ciao, da tempo non passavo da qui, ma non mi sono certo dimenticata!
    Fai un salto nel mio ultimo post, dai 😉
    Luna

  2. Mio padre mi ha “educato” a Tex e film western degli anni 50-60, e quando c’erano scene di intimità tra un uomo e una donna scherzando diceva che si trattava di “smancerie”. Ammesso che il discorso potesse avere un senso, purtroppo in quanto a virilità mio padre non è mica Tex! (e neanch’ sono Kit d’altronde.. piuttosto assomiglio di più a zio Carson specie in quanto a lamenti e pigrizia)
    Leggere questa bella storia però mi ha fatto piacere: anche le tradizioni e le educazioni si possono re-inventare sotto un nuovo spirito, non semplicemente abbandonare o dissacrare; tocca solo a noi farlo però, e decidere che lato vedere, un po’ come la strega con la doppia faccia!

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