Could we start again please?

I’ve been very hopeful, so far. Now for the first time, I think we’re going wrong. Hurry up and tell me, This is just a dream. Oh could we start again please?

Immaginate la scena. Immaginate se qualcuno miracolosamente ci riportasse indietro ad un determinato punto, a quel giorno in cui ci fu fatta quella specifica domanda, prima della nostra risposta. A quel punto in cui tutto ebbe inizio. Quell’istante che ha preceduto l’inizio della storia. Perché tu originariamente non sai che da lì comincia la storia. Ti hanno fatto una domanda e tu, ingenuamente, stai per dare la tua risposta. Non sai che quella risposta è solo il primo anello della catena, l’inizio appunto della storia.

Lo capisci solo dopo. Solamente molto tempo dopo. Quando la storia ha preso il suo corso, è andata avanti e magari si è anche conclusa. Oppure no. Forse non si è conclusa, perché per quei strani giri che prendono le strade delle nostre storie, improvvisamente un determinato giorno, così, senza un reale motivo, ti ritrovi esattamente in quello stesso punto. Di fronte quella stessa domanda.

Ma allora sei in grado di capire. Sei in grado di valutare quale sia la risposta giusta, o almeno, quella meno sbagliata. Allora considerati un privilegiato. Uno baciato dalla sorte. Perché non capita mica a tutti di avere una seconda possibilità. Dando una risposta diversa puoi sperare di non ripetere gli stessi errori. Anche se tu, in cuor tuo rimani convinto della prima risposta, rimani convinto che quest’altra sia la risposta sbagliata. Ma a volte bisogna anche avere l’umiltà di dare le risposta sbagliate. Chi l’ha detto che bisogna sempre dare le risposte esatte? E quindi dai la risposta sbagliata, ma almeno puoi sperare che la storia prenda una piega diversa. E puoi davvero ricominciare tutto da capo.

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10 thoughts on “Could we start again please?

  1. …è la prima cosa che mi è venuta in mente dopo aver letto il tuo post.
    La risposta a questa tua domanda, che alle volte torna come seconda occasione…che non è nemmeno una vera risposta, e solo che io ho pensato a questo. E forse non c’entra nemmeno con quello che hai scritto…e forse starai pensando che questo è un abuso bello e buono! Un abuso di post altrui per dire quello che mi va di dire. Scusami, ultimamente mi capita. È come se non bastasse lo spazio la da me…comunque, ho pensato a questa canzone. È come se fosse un buon auspicio per una seconda occasione.
    Buonanotte!

  2. Only know you love her when you let her go
    And you let her go…Grazie Fran, ops Vetry! Tu qui lo sai, sei sempre a casa tua…puoi fare dire, baciare lettera e testamento quello che vuoi! In realtà queste riflessioni, anche un po’ confuse sono difficilmente catalogabili/assimilabili ad altre situazioni. Forse hanno un senso solo nella mia testa. però quella frase della tua canzone, quasi in modo inverosimile, hanno più di qualche attinenza. Più d’una. Grazie

  3. E allora la mia sensazione è sempre stata giusta. Quella di sentirmi un po come a casa mia, qui da te.
    E perdura il mio stato che stasera è particolarmente legato alla musica. Continua con Ella Fitzgerald. Ma ho postato su Facebook, che vabene che mi sento a casa, ma poi finisce che esagero! 😉

  4. Carino sta cosa… in realtà non c’è nessuna storia della mia vita (che io ricordi, perchè un sacco di cose le dimentico) che abbia preso una via diversa rispetto a quella che avrei desiderato. E’ un po’ difficile a spiegarsi, ma, prendendo in considerazione tutti gli ambiti della mia esistenza in cui s’è applicata la mia libertà di scelta (e t’assicuro che non è questione di poco conto questa) non c’è nulla per cui mi sia capitato di pensare: “Ah se solo avessi detto o non detto…”.
    Però sicuramente riguardo questioni più spicciole, avrei rifilato tantissimi “no” con grande velocità. A domande tipo: “Non è che potresti….?” “No!”, “Non è che ti andrebbe di fare….?” “No!”.

  5. Al contrario della dama tenebrosa che mi precede (la TIlla Duriex nazionale), io ci abbi qualche rimorso. Quelle che io chiamo esperienze e gli altri deficienze. Ma sono cambiamenti minimi di prospettiva. Diciamo che, per certe questioni, ho più passato che futuro. Per altre ho molto presente.
    Concordo con una cosa che ha detto la Signora dei NO qua sopra… anche io avrei risposto più volte no, ma ho un cuore d’oro e non sono il tipo. Ma ultimamente non connetto molto, ho le sinapsi in stato comatoso, lascio le mani scrivere perché hanno l’automatico.

  6. Ho scritto ovviamente un errore di sbaglio: si chiama Tilla Durieux.. ma la U me la riservo per il prossimo post in cui la cito e scrivo Tilla Durieuux…. ecco.

  7. Per una che ha appena visto il film degli Xmen che cambia tutto … che dire … sì, tante volte ripenso. Sono una ruminante del resto su queste cose. Poi mi faccio forza e sapendo di non poter cambiare nulla … proseguo, cercando di fare meglio nel mio qui e ora 🙂

  8. Quante cose vorrei ricominciare daccapo, diverse. Eppure la me di oggi dipende anche da quelle storie che vorrei cambiare, che mi hanno plasmato, che mi fanno penare. Però.

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