Caro Babbo ti scrivo

Babbo, che eri un gran cacciatore di quaglie e di faggiani, caccia via queste mosche che non mi fanno dormire, che mi fanno arrabbiare

Perché le mosche sono terrone. Sono i terroni che ce le hanno portate qui. Prima mica c’erano, me l’ha detto il Giangi, lui se ne intende. Babbo lo so… lo so che ti ho deluso. Ti ho deluso e ti ho tradito. Ma lei era bella e non me l’aveva mica detto che era di Avellino. Tu che mi hai insegnato la differenza tra gli slip e i boxer e quella tra la maglietta e la canottiera…Babbo mi ha ingannato! Aveva delle tette grandi grandi e tu non mi avevi mica detto dov’era Avelino!

Eppure mi avevi messo in guardia! Mi avevi detto “statento ragazzo! Se il cane abbaia non ha mangiato” così mi avevi detto o giù di lì, ora non ricordo Babbo. Io non volevo deluderti, era bionda Babbo e c’aveva anche gli occhi azzurri, oltre alle tette grandi. Mi ha ingannato, come quell’altra, quella di Durazzo. E io le avevo chiesto, ma Durazzo sta sopra il Po? E lei aveva detto sì! Hai capito Babbo? Mica però me l’aveva detto che stava in Albania! Non è stata sincera, diceva che mi voleva bene. Ma anche la maestra lo diceva e poi mi ha bocciato. Due volte. Ti ricordi Babbo? Però tu non eri arrabbiato, perché poi mi sono riscattato e ho imparato a guidare il trattore.

Volevo fare qualcosa per ripagare tutti i tuoi sacrifici Babbo. Tu che sai a memoria tutte le canzoni di Davide Van De Sfroos e hai vinto per tre volte il titolo per il Grande Rutto della Bassa. Lo so che l’hanno scorso sei arrivato secondo perché ti ha tradito la prostata e hai dovuto abbandonare il tavolo, ma per me sei sempre il numero uno. Volevo che fossi orgoglioso del tuo ragazzo. Povero Babbo, abbandonato così dalla mamma. Che poi, proprio con quel terrone del Mario doveva fuggire via?

E invece ti ho deluso anch’io Babbo, perché mi sono fatto beccare da quei poliziotti terroni. Io gli ho urlato Veneto libero! e mi sono dichiaro prigioniero politico. Ci hanno preso con il cannone, ma io non lo so mica se sparava davvero. Pensa che bello Babbo, mi ero anche imparato la marcia di Radesky con il flauto. La sapevo benissimo, ma poi il nonno me l’ha rotto in testa, perché dice che lui i crucchi li ha presi a calci nel culo sul Carso. Ma  dov’è poi il Carso? Io mica lo so, però sicuro che sta sotto il Po.  Secondo me il Carso è terrone.

Pure lui, come il nonno.

 

 

 

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