Si può fare!

Ragionavo l’altro giorno con I. sulla reale possibilità di migliorarsi, nel senso di imparare dai propri errori. Che detta così sembra una cosa scontata. C’è pure il proverbio “errare è umano, perseverare è diabolico”, come dire, hai sbagliato una volta, impara almeno a fare errori diversi. Ma mica sono convinto che sia così scontato.

A me sembra invece che noi facciamo sempre gli stessi errori. Magari li decliniamo in varie forme, li applichiamo in ambiti diversi…ma sono sempre gli stessi! Sia che lo facciamo inavvertitamente, sia che ne abbiamo piena coscienza.

E certo, ci sono cose che alla lunga (ma anche nel breve) si riescono ad imparare. Ma il fatto di averle imparate, di sapere bene quel che è giusto/lecito/opportuno/sano non è automaticamente la garanzia che lo seguiremo. L’ubriaco continuerà a bere, l’avaro continuerà ad accumulare, il pigro a scansare fatiche, l’iracondo a perdere le staffe.

In questa discussione I punto, una volta tanto, era più ottimista di me. Secondo lei invece è possibile imparare dagli errori e quindi evitare di ripeterli. E la molla che ci spingerebbe a farlo sarebbe la volontà di non soffrire. Il dolore causato dall’errore ci porterebbe a evitarlo in futuro.

Non ho dubbio che sia così. A volte.

Ma a volte neanche la cirrosi fa evitare di continuare a bere, o la perdita di beni porta a essere più generosi. Persino la noia, a volte, non spinge lo scansafatiche all’azione. No, a volte siamo così avvitati nei nostri errori che li ripetiamo in mille modi ed in infinite variazioni, pur rendendoci conto che questo ci porterà a soffrire. E se la sofferenza fosse degli altri? Figuriamoci! Se non riusciamo ad imparare dagli errori che fanno soffrire noi, figuriamoci se impariamo da quelli che fanno soffrire gli altri!

Io però rivolterei il discorso. Perché questa davvero potrebbe essere una bella cartina da tornasole. Quanto teniamo davvero ad una persona? Quanto gli altri tengono a noi? Al di là di tante belle parole, al di là delle più o meno romantiche prove d’amore, oltre le promesse da marinai, le dichiarazioni d’intenti, i buoni propositi…quanto?

Quanto riusciamo davvero ad imparare dagli errori. Questa potrebbe forse essere davvero la misura per capire quanto teniamo a qualcuno. E anche noi allora, pieni di speranza e meraviglia, incerti e quasi increduli, potremmo gridare come Gene Wilder…

 

 

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5 thoughts on “Si può fare!

  1. Tutto quello che scrivi lo condivido a pieno…e lo subisco sulla mia pelle…e sai perchè ripetiamo sempre gli stessi errori, anche a costo di soffrire? perchè è una strada che conosciamo…per quanto doloroso possa essere ne conosciamo il percorso, lo sviluppo, le sensazioni… Avventurarsi in nuove direzioni fa paura…e per tranquillizzare l’ansia di un nuovo percorso quasi inconsapevolmente si ripetono errori piccoli o grandi che ci riportino sui binari delle nostre diaboliche perseveranze…

  2. Le neuroscienze ci dicono che ripetiamo gli stessi errori perché partono gli stessi circuiti neuronali, a volte in loop…. Cambiare è possibile, ma è complesso, e non basta la volontà. È un percorso che richiede anche la costanza di provarci continuamente, per creare nuove sinapsi e nuovi circuiti neuronali. Cambiare è un allenamento, lungo e continuo… Poi, ci sono circuiti molto difficili da modificare, altri che si modificano più facilmente.
    È un discorso piuttosto complesso: per questo le psicoterapie non sono così brevi! 🙂
    Comunque, sì, sono d’accordo sul fatto che qualcosa si può sempre fare! 🙂

  3. Io credo che sono davvero poche le volte in cui impariamo a non fare/farci male e succede solo per amore spassionato. Amore inteso in senso lato, chiaro.
    Per il resto siamo un pò come le mosche che sbattono contro il vetro per uscire.
    Io ad esempio non ho ancora capito dove sono le “finstre” in questa “casa”.

  4. s. Paolo ci spiega che solo lo Spirito Santo, se accolto dentro di noi, ci rende capaci di compiere quel bene che vediamo e che vogliamo compiere come pure di non compiere quel male che conosciamo come tale e che non vorremmo compiere (Rm capp. 7 e 8). L’amore è il frutto dello Spirito Santo ed è vero che quando amiamo molto, desideriamo per amore anche migliorarci e magari ci riusciamo!

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