A me quel Franti non era poi così antipatico…

E mica solo il mitico Franti (anche voi da piccoli avete letto il libro Cuore?). Lo sapete, faccio il tifo per la squadra che (ahimè) nell’immaginario collettivo italiano ed europeo è sinonimo di fascismo. Tra Bobby e JR non ho mai avuto dubbi…dai, quel piagnone di Bobby era davvero insopportabile! Insomma, parteggio sempre per quelli antipatici. E’ più forte di me!

Sara per questo che Moretti, l’insopportabile Moretti, non mi sembra abbiamo poi tutti questi torti. O forse sarà per reazione a  questo becero populismo demagogico che mi fa venire il vomito peggio dell’essere chiuso in macchina con uno che ha appena pestato una merda di cane.

Intendiamoci, Moretti è antipatico. E anche un po’ testa di mingola, perché dire certe cose, in questo modo e in questo momento è come se il lupo cattivo avesse detto “e va be’, però era vecchia e aveva anche l’alito cattivo”. Mauretto, Mauretto, ma cosa ti è venuto in mente? Oppure l’hai fatto apposta. Dillo che l’hai fatto apposta! Dillo che ti diverti a mostrare a tutti quanto sei stronzo!

Ma non solo stronzo. Anche bravo! Molto bravo. Almeno a giudicare da quello che è riuscito a combinare alle Ferrovie. E lo so, fa tanto fico compatire i poveri pendolari che devono prendere treni indecenti. Ma perché nessuno dice che il trasporto regionale dipende (appunto) dalle regioni? Che sono queste fantomatiche entità a dover dare i soldi alle ferrovie per quel tipo di trasporto? Insomma, che l’esimio (e stronzissimo) ingegner Moretti c’entra veramente molto poco su quel tipo di trasporto?

Su quello che gli compete invece, in soli sei anni, ha cambiato il modo di spostarsi degli italiani. Ma sei anni fa chi prendeva il treno per andare a Milano? Ammettiamolo. E’ un personaggio insopportabile e chi lo conosce veramente giura che in realtà è anche peggio. Ha un ego ipertrofico che neanche Superman dopo che ha salvato la terra…ma è bravo! E guadagna 10 volte meno di quanto guadagna l’amministratore delegato di una qualsiasi banca.

Il discorso è analogo a quello che si fece a suo tempo con i medici dell’ospedale. Se nelle strutture private i medici guadagnano 10, 50, 100 volte di più che nelle strutture pubbliche, secondo voi, uno bravo dove andrà a lavorare? Ecco, appunto. Se vogliamo che le aziende pubbliche funzioni, dobbiamo cercare di metterne a capo gente capace. E la gente capace costa.

I manager pubblici andrebbero giudicati per quello che riescono a fare, per i risultati che ottengono. Se le cose vanno male bisogna cacciarli. Ma se i risultati sono buoni vanno pagati e anche bene. Si chiama meritocrazia. E mentre nel privato si è più o meno imposta (l’azionista se non porti i risultati…calcio in culo e via andare!), nel pubblico ancora stenta. Il pauperismo lasciamolo al volontariato (e anche lì…mah!). Non mi sconvolgono e non mi scandalizzano gli 800 mila euro di Moretti (1 decimo di quello che guadagna Balotelli). Mi stupiscono di più altre figure, che stanno in posti di comando solo perché parenti di quello o di quell’altro (qui a Roma Alemanno ha fatto scuola).

Che poi sia insopportabile e pure stronzo, nessuno penso lo mette in dubbio. Ma gli abbiamo chiesto di far funzionare le ferrovie o cercavamo compagnia il sabato sera per andare a mangiare una pizza?

 

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6 thoughts on “A me quel Franti non era poi così antipatico…

  1. Ti perdono perchè ti conosco e ti voglio bene. Però hai ribaltato completamente la realtà. Se fosse la meritocrazia a parlare, quella vera e concreta e non un concetto astratto e populista, il vero merito di far funzionare un treno è del macchinsta. Lui ha sulle sue spalle vite umane: cazzo e quanto dovrebbe guadagnare uno che ogni giorno si assume la responsabilità di vite altrui? E allora un pilota d’aereo? Schettino ne è la prova. Le la meritocrazia fosse reale il moretto guadagnerebbe meno di tutti! Dopotutto è riuscito solo a far passare per successo la gestione delle trette super veloci. Peccato che fanno il 4% del totale dei viaggiatori. Così sò bbono pure io!

  2. Oh! Finalmente qualcuno che ha il coraggio di dire come stanno le cose, al di là delle insopportabili derive populiste!

  3. Sarà, ma ottocentomilaeurini all’anno mi sembrano ugualmente esagerati per uno che non torna a casa neanche sudato. E per i milioni di euro elargiti agli amministratori delegati delle banche ancora peggio. Dei calciatori non ne parliamo neanche. Qui stiamo perdendo l’obiettivo, per me non esiste nessun mestiere che possa giustificare simili cifre, specialmente in queste fasi di crisi globale con milioni di disoccupati e migliaia di famiglie che vivono per strada. C’è da ridimensionare sia il pubblico che il privato, e come un dirigente ha la facoltà di decidere lo stipendio di un lavoratore in base alle tabelle contrattuali, mi sembra giusto anche il contrario, dare lo stesso potere ai lavoratori in base agli stessi canoni. Mi sa che ti stai imborghesendo, purtroppo i soldi hanno il potere di svendere qualsiasi ideologia.

  4. Ma io non volevo difendere il caso specifico Moretti. Condivido molte delle tue osservazioni, come anche quelle di Fabio. Se vivessimo in un mondo ideale avreste pienamente ragione. Tornate nella realtà però! la realtà è questa. Non vi piace? Neanche a me. Ma questa resta. E se è così allora la questione generale è: ha senso mettere un tetto ai manager pubblici, quando quelli privati non ce l’hanno? Secondo me no. L’unico risultato che avremmo è l’esodo delle persone valide. Che poi forse questo è esattamente quello che vorrebbe il mercato

  5. Appunto, il tetto va fissato pure al privato. E’ vergognoso che un’azienda come FIAT abbia pesato sui bilanci pubblici per 70 anni con le cassa integrazioni, rottamazioni e agevolazioni varie mentre Marchionne si piglia bonus a 6 zeri. Troppo facile abbassare gli utili spartendosi i guadagli fra i vertici societari per poi sembrare in crisi. Non possiamo accettare questa situazione per ancora molto, si rischia una rivolta popolare o nuove fazioni terroristiche. I migliori vadano pure all’estero, intanto ci sbarazziamo dei peggiori, che sono la stragrande maggioranza! Tieni presente che non sono i grandi manager a fare una grande azienda, ma i poveri ingegneri a 1000 euro al mese che lavorano ai progetti!

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