E se fosse solo una scommessa?

E se in realtà fosse solo il frutto di una scommessa?

Un po’ come in una di quelle commedie iperboliche di Hollywood in cui due sfaccendati ed annoiati ricconi scommettono fra di loro una cosa assurda, per vedere poi di nascosto l’effetto che fa. La scommessa potrebbe essere, “vediamo fino a che punto mi danno retta”.

Allora, li prendo tutti per il culo per vent’anni, sparo minchiate a rotta di collo, prometto la rava e la fava,  me la prendo con nemici immaginari, corrompo giudici, politici, giornalisti, finanzieri e quelli che non riesco a comprarmi li faccio attaccare dai miei maggiordomi. Mi compro tre televisioni e comincio a trasmettere programmi di merda in cui illustri sconosciuti senza alcun talento, né capacità possono diventare ricchi e famosi. Mi compro dei giornali e ogni giorno gli faccio vomitare merda su quelli che sono contro di me. Poi mi compro una squadra di calcio e gli faccio vincere tutto quello che c’è da vincere. Panem et circenses, lo dicevano anche i latini.

Vado al governo e faccio diventare ministro il mio cavallo. Ah, già l’ha fatto qualcuno? Peccato, poteva essere una bella idea. Va be’, allora faccio diventare ministri nani, ballerine e mignotte. Poi organizzo orge con minorenni, prendo per il culo i politici esteri, stringo amicizia con gli ultimi dittatori rimasti, se c’è una foto di gruppo mi metto dietro e faccio le corna, sparo battute fuori luogo e mi dichiaro perseguitato dagli avversari. Guarda, sai che ti dico? A un certo punto mi paragono agli ebrei nei lager.

Ma vuoi scommettere che sono talmente coglioni che continuano a darmi retta?

Dai, se vinco il caffé, me lo paghi tu, se no pago io.

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4 thoughts on “E se fosse solo una scommessa?

  1. Mi corre un brivido sulla schiena: allora erano due, con la stessa idea!!! solo che uno ci credeva e l’altro no. Però, quello che ha perso la scommessa, e non sappiamo chi è, avrà capito che la giostra funziona!!! Povera Italia!

  2. Non era lui (come immaginavo). Io ho frequentato assiduamente Olivetti, con cui mi laureai e continuai a lavorare anche dopo finché non entrai in azienda (la allora Sip!), altri poco. Garroni, ma aveva le lezioni la sera tardi, era scomodissimo. De mauro un paio d’anni, Colletti, Giannantoni, Valentini per un’annualità. Poi sempre meno,perché lì più frequenti meno studi!

  3. Un ossimoro: tristemente esilarante. Sarebbe da pubblicare su tutte le testate giornalistiche, nei tg e soprattutto a Porta. Porta per vedere la faccia di B.V. Sottoscrivo pienamente…e tristemente. Eppure ancora gli danno retta, persino sulla persecuzione da Shoah, roba da prenderlo minimo a pomodorate, gli danno retta…

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