Giona 2013. 3 Il trionfo

3. IL TRIONFO

 

So forte e me ne vanto

Nun ce credevi? Eppure ho vinto!

E se pure nun capita spesso

Però pe’ micco nun ce passo

 

E va be’. Se proprio non se ne può fare a meno, vorrà dire che ci proverò. Qualcuno dice che non capita spesso avere una seconda possibilità. Ma non è mica vero. Capita molte più volte di quanto immaginiamo.

Tutti vorrebbero farci credere nell’occasione irripetibile, nell’eccezionalità della circostanza: “prendilo ora o mai più”, “chiamala adesso o la perderai per sempre”.

Ma non è così. La vita, per fortuna o per disgrazia, non è così. La vita ci rimette di fronte enne possibilità, magari non le stesse, ma comunque molto simili. E a volte, per stare lì a rimpiangere quelle passate, ci facciamo fregare sotto il naso anche quelle nuove.

Metti dunque che dopo essere scappati, decidiamo di tornare indietro. Metti che decidiamo che quella cosa s’ha da fare. Metti che la facciamo. E metti pure che otteniamo un successo strepitoso.

Dovremmo essere felici, dovremmo essere al settimo cielo, dovremmo sentirci soddisfatti, appagati, finalmente realizzati. Oppure, tutt’al più, dovremmo essere in grado di ridere di noi stessi e delle nostre paure. Invece capita che la prima cosa che ci viene in mente è, “tutto qui? “

Come ho scritto qualche anno fa, c’è solo una cosa peggiore del vivere nell’ansia di ottenere un risultato. Solo una cosa è più faticosa del mettercela tutta per raggiungerlo. Una sola è più terribile dell’impegnare ogni singola fibra del nostro animo perché si realizzi. Scoprire che in realtà non è cambiato nulla. Accorgersi che in fondo…tutto qui?

Così riparte il loop. Lo vedi che non lo dovevo fare? Lo vedi che facevo bene a scappare? Lo vedi che era inutile tutta quella fatica? Lo vedi che avevo ragione io? Notoriamente infatti la ragione è dei fessi, il destino cinico e baro, e Dio si diverte un mondo a fare scherzi da prete (ovviamente).

Non è facile gestire i successi. A volte anzi è quasi peggio dei fallimenti. Lì ti puoi consolare con i rimpianti, con i se e con i ma. Puoi trovare scuse, puoi sperare sempre di rifarti domani. Il fatto è che fin da bambini siamo più o meno tutti abituati a scontrarci e a confrontarci con i nostri limiti, con le sconfitte. C’è una biblioteca infinita, i proverbi, la saggezza popolare, gli amici, i parenti, tutti si impegnano e ti sono vicino quando fai fiasco. Gli amici veri li vedi nel momento del bisogno. È vero. Se sono davvero amici è così.

Come si gestiscono invece i successi? Nessuno ce lo insegna. Lo si dà per scontato. Quando sei lassù sul podio sei da solo, sei circondato dall’ammirazione e dall’invidia degli altri. Ma tu? Tu come stai lassù, tutto solo con la tua medaglietta?

Quando gli Dei vogliono punirci, esaudiscono i nostri desideri.

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5 thoughts on “Giona 2013. 3 Il trionfo

  1. Molto acuta quest’idea della difficoltà di gestire il successo e della solitudine del vincitore sul podio. Sei uno scavatore dell’animo umano

  2. “Non è facile gestire i successi. A volte anzi è quasi peggio dei fallimenti.”

    Non essere un impertinente ingrato! Non si addice alla tua sensibilità ed arguzia.
    Il successo non si misura dal confronto con gli altri, ma con i propri personali ed unici limiti:
    Ognuno sta solo sul cuor della terra
    trafitto da un raggio di sole:
    ed è subito sera.
    Tiè!

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