L’interruttore interruptus

Attanziò, concentraziò, ritmo e vitalità

e mi rilasso, collasso, mi manca l’aria e l’allegria!

(Bandabardò)

 

L’interruttore della luce della mia cantina è leggermente difettoso.

Non s’accende.

Quasi mai.

A volte sì.

Quando va a lui.

Spingi, premi, imprechi, spingi a ripetizione, premi a lungo. Niente.

Imprechi un’altra volta, ricominci a pigiare come un forsennato, neanche dovessi spostare una montagna. Niente.

Lo prendi con le buone, provi a fare qualche operazione di convincimento psicologico. Niente.

Ti riprometti di chiamare l’elettricista, imprechi per la terza volta, perdi le speranze e ti accingi a proseguire al buio, quando, improvvisamente, inspiegabilmente, senza alcun motivo, lo stronzo decide di funzionare.

E luce fu.

A volte le cose accadono senza un motivo.

Ti impegni, ti sforzi, ce la metti tutta. Eppure non ottieni un bel niente.

A volte invece le cose vanno per il verso giusto senza che tu faccia nulla.

Naturalmente.

Forse bisogna solo saperle prendere.

O forse è solo questione di culo.

Bisogna mettersi in mente che non tutto dipende da noi.

Possiamo studiare, lavorarci su, approfondire, analizzare a fondo, approfondire le cause e le conseguenze, possiamo impegnarci, spenderci del tempo, della fatica, risorse. Possiamo perfino mettercela tutta.

Ma non dipende tutto da noi.

Allora possiamo rilassarci.

Il mondo va avanti lo stesso.

A volte, persino meglio!

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3 thoughts on “L’interruttore interruptus

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