Mai dire mais

L’ultima luna la vide solo un bimbo appena nato aveva occhi tondi e neri e fondi e non piangeva con grandi ali prese la luna tra le mani, tra le mani e volo’ via e volo’ via era l’uomo di domani e volo’ via e volo’ via era l’uomo di domani  (Lucio Dalla – L’ultima Luna)

Silvio dice l’ennesima minchiata in mondovisione, si comincia a vietare lo sciopero (per il bene della democrazia, sia chiaro!) e la gerarchia perde l’ennesima occasione per fare bella figura. Ma sì, bello sto venerdì! In compenso finalmente sembra se la sia piantata di far freddo, magari la pianteranno tutti di rompere…e non piove più il riscaldamento, il buco dell’ozono, no piove, anzi piove troppo, però fa caldo, i ghiacciai poverini, no invece fa freddo, troppo freddo…cambia spesso idea, un po’ come me è meteorologico e un po’ meteoropatico. Molto simpatico, ma poco pratico. Un tipo atipico, come un segnale fonetico. Monovocalico.

Improvvisamente siamo in spiaggia e decidiamo di giocare a racchettoni. Ma i miei sono rotti. Me li ha rotti quel cazzone di Massimo. E non me li ha più ricomprati. Cerchiamo qualcuno che venda racchettoni.

–       Gelataro?

–       Non ho gelati.

–       Bibitaro?

–       Ho finito le bibite.

–       Ma io volevo due racchettoni.

–       Ne ho solo uno.

–       E che ci faccio?

–       Giochi contro il muro.

–       E poi chi vince?

–       Spesso vince il muro.

E infatti il muro è molto spesso e ci si para davanti all’improvviso. Siamo in motorino ora, ma riusciamo a sterzare. E continuiamo per la nostra strada. Stiamo arrivando. Ma lo sapevo che non dovevamo venire in motorino. Sto scomodo. E non so come reggermi. Non ci sono le maniglie. E se ti abbraccio magari divento invadente. Potresti equivocare. Un po’ come in metro. Non so mai dove reggermi. Non mi reggo. Il problema è che anche gli altri non mi reggono più. Questo sogno non porta da nessuna parte. Ma se non porta allora parto. Parto e vado via. Ma è un parto difficile, un cesareo. San Cesareo, Colleferro, Anagni, Fiuggi.

–       No Fiuggi no, vi prego, si mangia troppo e poi la colite…io me ne vado!

–       E qui sorge il dubbio amletico: andiamo o restiamo?

–       Io devo andare, sono oberato.

–       Meglio oberato che obeso.

–       Sono diventato un peso.

–       Netto?

–       No lordo.

–       Meglio lordo che lardo.

–       E dagli, ma è una fissazione la tua.

–       Se mi fisso mi farai fesso?

–       Mai dire mai!

–       No, mai dire mais… nell’insalata…lo odio, mi si infila fra i denti, sta robba gialla, ma che siamo galline che mangiamo il mais?

–       Ne ho basta me ne vado!

–       Mi dice la direzione?

–       Gliela indico con il dito!

–       Il dito medio?

–       In medio stat virtus, come dicono gli inglesi

–       Allora mi dia una zuppa inglese!

–       Ma non aveva chiesto un tiramisù?

–       Ciao Ni! Lo vuoi il tiramisù? L’ho fatto io, con le mie manine.

–       No, grazie, sa, la colite…

–       Mangia, mangia ti fa bene, c’ho messo i savoiardi, mica i pavesini.

–       Sì, lo so, però, la colite…

–       E mentre noi disquisiamo sul mais, arriva il guardiano. Arriva sempre un guardiano, ma questo è grosso ed è vestito come Alberto Sordi e mi dice

–       A regazzì, cell’hai ‘na casa? E và alla casa!

E lui prese le sue cose e scappò via.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...