Dieci anni dopo

Io senza di te sono neve al sole, sono neve al sole. Perché io senza di te mi lascio cadere, mi lascio cadere. Nei giorni del duemila che verranno e in tutte queste cose che accadranno. Perché io senza di te sono neve al sole, sono neve al sole. (Neve al sole – Pino Daniele)

Perché d’ora in poi, per te, andrò alla ricerca dei sempre nel mai. La bellezza qui, in questo momento. (L’eleganza del riccio – Muriel Barbery)

In dieci anni sono cambiate tante cose. Sono arrivano i figli, ho cambia lavoro, ho cambiato casa, sono aumentato di peso, e mi sono diminuiti i capelli. Nel mondo  sono venuti giù grattacieli, sono cambiati i governi  (anche se qualcuno, ahimé ritorna…), ma certe cose non possono cambiare.

Non devono cambiare. E infatti non cambiano.

Come i ricordi. Sì è vero alcuni sbiadiscono, altri si cristallizzano. Altri ancora invece rimangono vivi come sensazioni appena provate. E basta una canzone per restituirteli intatti, al di là del tempo trascorso. Odori, suoni, ma soprattutto situazioni, discorsi fatti…

 “Non devi aver paura della notte. Vedila così, è come fosse una finestra che si affaccia sul giorno di domani. E tu da lì lo guardi, vedi quello che succederà, ti riordini tutti i vari passaggi, così il giorno dopo sei pronto per ripartire”.

E’ così che è? Una finestra sulla vita? Una finestra sulla mia vita a cui sei rimasta affacciata in questi anni?

Dieci anni fa scrivevo da qualche parte che dopo quel 27 marzo avevo un po’ meno paura della morte e un po’ più paura della vita. E’ ancora così in effetti! Dopo questi primi dieci anni non mi sono abituato, non credo mi abituerò mai. In compenso però ho capito che ce la posso fare. Non sono più “neve al sole” e forse perché davvero ho continuato a sentirti vicina, presente, anche se solo affacciata a quella finestra.

Con quel sorriso sereno ed ironico, pronta a darmi il là per buttarla in cojonella (il modo migliore per prenderla sul serio), ma anche a ricordarmi una volta di più come alla fine tutto si risolverà per il meglio. Perché il meglio deve ancora venire!

Da quella finestra hai continuato a dirmi che bisogna lottare per cambiare le cose che possono essere cambiate e bisogna accettare quelle che invece nessuna cosa al mondo cambierà. Mi hai ricordato che amare significa volere l’altro così com’è. Significa ricercare ciò che unisce, cercando di dare il giusto peso a ciò che divide. I sempre nel mai, come ho letto ultimamente in un libro che ti sarebbe piaciuto molto.

Dieci anni dopo sei ancora qui.

E non poteva essere altrimenti…Ciao Ma’!

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8 thoughts on “Dieci anni dopo

  1. Grazie per essere passato sul mio blog e per aver condiviso con me i tuoi ricordi. E’ incredibile sapere che anche ad altre persone faccia lo stesso effetto che a me. Non ci abitueremo mai. Ma andiamo avanti con il sorriso negli occhi e viviamo quello che loro non hanno potuto. Mo’ mi si son gonfiati un po’ gli occhi, ti abbraccio

  2. Certo che ci vado a leggere i tuoi articoli! Non ora che son cotta, devo alzarmi presto domani che vado in piscina a galleggiare 🙂 Adoro ridere ma non disdegno emozionarmi per quello che é giusto..

  3. Pingback: Solo un altro 27 marzo « Viaggi ermeneutici

  4. E vabbè, mi metti questo post, proprio in questo periodo che sono a portata di lacrima in offerta al 3×2… infatti ho pianto, leggendo questo post! Adesso vado a leggermi quello che fa ridere, altrimenti sono uno strazio…

  5. Pingback: Solo un altro 27 marzo | Viaggi Ermeneutici

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