La strada delle 52 gallerie

La strada delle 52 gallerie, chiamata anche strada della Prima Armata, è una mulattiera militare costruita durante la prima guerra mondiale (dal febbraio al novembre 1917) sul massiccio del Pasubio, in Veneto. E’ lunga oltre 6 chilometri, dei quali quasi la metà è suddivisa in 52 gallerie scavate nella roccia. La sua realizzazione fu di grande importanza strategica, in quanto permetteva la comunicazione e il passaggio dei rifornimenti dalle retrovie italiane alla zona del fronte, al riparo dal tiro dell’artiglieria austro-ungarica. La strada, che ha un dislivello di circa 750 metri, è un percorso tuttora praticabile a piedi nel periodo estivo, e la salita fino al Rifugio Papa dura tra le 2,5/3 ore. È necessario avere con sé la torcia elettrica per poter agevolmente superare le parti maggiormente buie delle gallerie.

Le 52 gallerie hanno ognuna un nome, proprio per sottolineare che sono le tappe di un percorso. 52 come le settimane in un anno, oppure 52 come gli anni che compio oggi. La vita come un sentiero, costruito per una ragione specifica, magari non così strategica come quello, ma che può essere utile, un riparo dal fuoco dell’artiglieria per quelli che l’hanno percorsa e la stanno percorrendo insieme a me. Un sentiero da fare insieme, passo dopo passo, con la fatica e le grandi soddisfazioni che solo le camminate in montagna ti sanno dare, con i compagni di sempre e l’entusiasmo contagioso di un quadrupede scodinzolante. Fermandosi per ammirare le bellezze che ti circondano o solamente per farsi un goccetto rinfrancante.

Lo scorso anno mi domandavo come sarebbe stato se avessi fatto scelte diverse, se avessi preso strade alternative, insomma, come sarei stato se non fossi stato come sono. Domande bizzarre, devo ammettere: in fin dei conti ognuno è quel che è, ma non è detto che sarebbe stato diverso se i casi della vita ci avessero fatto imboccare altre strade. Anzi, sono sempre più convinto che alla fine, con un giro più largo, magari in maniera più tortuosa (o forse chi lo sa, più dritta!), saremmo comunque arrivati dove siamo.

E poi, sono davvero una persona fortunata: ancora una volta e pensate sono ben 52, il mio compleanno cade esattamente il giorno in cui sono nato. Non vi sembra una cosa incredibile?

And when you stop to let em know, you got it down…Its just another Town along the Road!

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Consigli (natalizi) di lettura non richiesti

E’ un po’ che non vi intrattengo con questa del tutto superflua rubrichetta in cui mi diletto a consigliarvi le letture che a mio modestissimo avviso vale la pena intraprendere. Ma del resto ci avviciniamo al Natale, e cosa c’è di meglio sotto l’albero, di un buon libro?

Facendo un bilancio delle letture dell’anno, oltre alle solite scontate, ma sempre affidabilissime conferme dei romanzi seriali (Lansdale con JackRabbit, il nuovo episodio della saga di Hap & Leonard e De Giovanni con il suo Commissario Ricciardi nella Confessioni dell’angelo), ho approfondito diversi autori di cui avevo già letto e consigliato altri libri, J. Irving (Le regole della casa del Sidro), E. Nevo (Soli e Perduti), J. Dicker (La scomparsa di Stephanie Mailer): tre romanzi molto godibili, che confermano quanto di buono avevo già scritto in precedenza su questi tre autori.

I miei consigli veri e propri però sono indirizzati a tre autori nuovi, mai segnalati prima. Iniziamo con Chris Offnut ed il suo Country Dark, storia ambientata nel Midwest americano, fra i bianchi emarginati, vittime della crisi economica e dei valori che ha portato quel bizzarro personaggio con i capelli improbabili ad essere l’uomo più potente del pianeta. Una storia molto cruda che narra però di un riscatto, umano e sociale, che riesce a far vedere una luce in fondo al tunnel.

Il secondo è un romanzo ambientato invece in quella striscia di terra che va oltre Manhattan e che congiunge New York al mare, luogo di villeggiatura e buen ritiro per ricchi newyorker. Christophen Bollen con il suo Orient costruisce un giallo molto articolato, che fino all’ultimo tiene il lettore con il fiato sospeso, con un esito del tutto imprevedibile.

Il podio lo assegnerei a Brian Panowich che con Bull Mountain (e forse anche più con il seguito Come leoni), costruisce una saga epica, anche questa ambientata nell’America rurale degli stati centrali, dove la violenza di una famiglia di contrabbandieri che tiene sotto scacco una comunità per tre generazioni. E’ una storia complessa, che ricorda le saghe di mafia di casa nostra, con parentele e vincoli di sangue che tengono uniti ed insieme separano in maniera drammatica i vari personaggi. Non mi stupirei se ne tirassero fuori dei film, perché la trama si presta assolutamente. Un libro (anzi due) che non riuscirete a smettere di leggere fino alla fine. Ho letto in giro che probabilmente ci sarà anche un terzo ed ultimo capitolo della saga, che ovviamente sarà assolutamente da non perdere.

Se poi proprio vi avanzasse tempo per leggere qualcos’altro…

 

Sfera? E basta!!!

Flussi e riflussi. Navigando su internet e sui social network in questi giorni, dopo la tragedia di Corinaldo, si vedono chiaramente queste correnti che partono piano, poi si montano, crescono e quindi tornano indietro, facendo nascere correnti uguali e contrarie. E tutti dietro la corrente.

Prima quello che era successo era colpa di quel mezzo scemo del cantante e delle cagate che cantava: l’esaltazione del nichilismo, il nulla cosmico e dove stanno i genitori? Signora mia, la società non ha più valori e dove andremo a finire. Poi invece no. Non capite? Il Trap è il nuovo linguaggio, esprime il disagio giovanile, è una forma di arte che comunica la rabbia e le attese dei ragazzi che non hanno prospettiva.

Ma non sempre uno più uno fa due. Quello che è successo in quel garage mascherato da discoteca poteva succedere ovunque, in un cinema, in un teatro, alla Rinascente, in qualsiasi posto al chiuso dove si trova troppa gente rispetto a quanto deve essercene. E anche questa polemica sullo spray al peperoncino mi sembra molto strumentale, dall’una e dall’altra parte.

In ogni caso,con quello che è successo, Gionata Boschetti (mamma mia che nome, te credo che si concia in quel modo!) e quello che canta non c’entra né tanto, né poco. Possiamo semplicemente dire che fa musica di merda? Che al di là di quello che vorrebbe comunicare (rabbia? disillusione? voglia di rompere gli schemi?) è un incapace, che invece di cantare dovrebbe andare ai mercati generali a scaricare la frutta?

Il rock, la musica in generale, va giudicato secondo canoni estetici, non è (quasi) mai stato uno strumento di buone maniere o grandi ideali. Certo, grazie a Dio abbiamo Bruce Springsteen o Bob Dylan, ma loro sono unici, perle rare. Solitamente i messaggi trasmessi sono tutt’altro che educativi, da sempre è così. Ma al di là del messaggio, la differenza vera è fra belle canzoni e canzoni di merda. I radical chic che si arrampicano sugli specchi per difendere l’incompreso Sfera tralasciano un dettaglio fondamentale: le sue canzoni sono orripilanti, un insieme di suoni inascoltabili. E questa è la sua vera colpa imperdonabile.

Per avvalorare quello che dico mi viene in mente Lou Reed. Avete presente “Take the Walk on the Wildside”? Una canzone che ha segnato un’epoca, un capolavoro del 1972 che è bello ancora oggi e sarà bello domani, con quel motivetto simpatico dudu dududu. Ecco, avete mai letto quello che diceva quella canzone? Magari poi il povero Boschetti vi sembrerà un’educanda…

Holly è venuta da Miami, Florida
ha attraversato gli Stati Uniti in autostop
si è fatta le sopracciglia lungo la strada
si è depilata le gambe ed è diventata una lei
e ha detto, ehi tesoro
fatti un giro sul lato selvaggio
ha detto, ehi tesoro
fatti un giro sul lato selvaggio

Candy è arrivata da Long Island
nella stanza sul retro era carina con tutti
Ma non ha mai perso la testa
neanche quando succhiava cazzi
e ha detto, ehi tesoro
fatti un giro sul lato selvaggio
ha detto, ehi tesoro
fatti un giro sul lato selvaggio
e le ragazze di colore fanno
Doo, doo-doo, doo-doo, doo-doo-doo
doo, doo-doo, doo-doo, doo-doo-doo

Little Joe non l’ha mai dato via per niente
tutti dovevano pagare e pagare
Una botta qui e una botta là
New York City è il posto dove dicono
Ehi tesoro, fatti un giro nel lato selvaggio
ho detto, ehi Joe
fatti un giro sul lato selvaggio

Sugar Plum Fairy è venuto qui a battere
in cerca di cibo per l’anima e un posto per mangiare
è andato all’ Apollo
avresti dovuto vederlo come ci dava dentro
dicevano, ehi Sugar
fatti un giro sul lato selvaggio
ho detto, ehi tesoro
fatti un giro sul lato selvaggio
ok, huh

Jackie è strafatta di anfetamine
ha pensato di essere James Dean per un giorno
allora ho capito che le sarebbe calata la botta
il valium avrebbe potuto frenarla
disse, ehi tesoro
fatti un giro sul lato selvaggio
ho detto, ehi dolcezza
fatti un giro sul lato selvaggio
e le ragazze di colore dicono
Doo, doo-doo, doo-doo, doo-doo-doo

Sunshine Blog Award 2018

Era un po’ che non venivo insignito di uno di questi premi che girano per WordPress. Ringrazio quindi la cara Laura, che mi ha coinvolto in questo giochino e passo subito a rispondere alle sue domande.

1) Perchè un blog e quanto ti lega?

Il blog è la scatola dove metto dentro tutto quello che mi passa per la testa. Non mi lega per niente: quando ho qualcosa da dire (ovvero da scrivere) aggiungo post, quando non ho nulla da dire, taccio.

2) Cosa ti aspetti da chi ti segue?

Che si diverta a leggermi

3) Cosa ti attrae da un libro o da un blog, e cosa preferisci leggere e perchè?

Preferisco leggere fumetti, romanzi e blog che raccontino emozioni reali. No poesie, no ricette, no fantascienza

4) Il tuo Hobby a parte scrivere

Giocare a pallone

5) Cosa cambieresti se fossi un giorno al potere? (Ovviamente non nel mio blog 😂😂)

Abolirei il suffragio elettorale, il debito fra le nazioni e l’aglio nella carbonara

6) Quale canzone canticchi più volentieri?

Sicuramente il dadaunpa

7) Essere un umano ha degli svantaggi?

Parecchi. A volte vorrei essere il mio cane

8) L’amore cos’è per te e secondo te ha età?

L’amore non ha età, non ha scadenza, non ha obiettivi, né motivi. Ed è l’unica, l’unica cosa che conta

9) Costretto a scegliere tra andare al cinema, alla partita o a ballare, cosa scegli?

Senza dubbio alla partita (sono abbonato allo stadio!)

10) Qual’è il luogo e la stagione che preferisci?

La montagna d’estate

11) Se non ti avessi nominato, avresti partecipato lo stesso?

Penso di no. O forse sì. Chi lo sa?

E passiamo ora alle nomination. Per questo prestigiosissiamo award nomino, https://suzieq11.wordpress.com/, https://alemarcotti.wordpress.com/, https://redbavon.wordpress.com/, https://donnaemadre.wordpress.com/, https://unapasteisperbene.wordpress.com/, https://lucythewombat.com/, https://esetidicessiche.wordpress.com/, https://diariodiunascrittricefallitaeinnamorata.wordpress.com/, https://traitaliaefinlandia.com/, https://parolealacoque.wordpress.com/, https://shockanafilattico.wordpress.com/

Lor signori dovranno rispondere alle seguenti domande:

  1. Il libro che porteresti in un’isola deserta
  2. La canzone che porteresti in un’isola deserta
  3. Se non avessi un blog dove scriveresti?
  4. Come ti vedi tra 10 anni
  5. Saresti soddisfatto del tuo blog se
  6. Perché hai aperto il blog
  7. Il tuo ricordo più bello
  8. Il tuo più grande rammarico
  9. Ti regalano 10 mila euro, ma devi spenderle entro 24 ore
  10. Con una bacchetta magica ti danno la possibilità di cambiare un evento della storia
  11. Ora mi spieghi cosa ti ha spinto a rispondere a queste domande

E buon divertimento!

Attenti all’argenteria

Se quest’estate andremo al mare, solo i soldi e tanto amore e vivremo nel terrore che ci rubino l’argenteria, è più prosa che poesia (R. Gaetano, 1978)

Io mi ricordo quando andavo alle elementari e a Piazza Talenti c’era fissa una camionetta dei carabinieri, mi ricordo gli scontri fra i rossi del Nomentano e i neri dell’Orazio, fra i rossi dell’Orazio e i neri del Nomentano, l’odore acre dei lacrimogeni. Mi ricordo le cariche della polizia, le scritte di odio sui muri, mi ricordo Angelo Mancia, Valerio Verbano, Paolo Di Nella, solo qualche anno più grandi di me e i fiori per strada lasciati a ricordo di dove sono stati ammazzati.

Mi ricordo quando andando al prato con i cani dovevamo stare attenti a non farci pungere dalle siringhe lasciate in bella mostra per terra o attaccate sugli alberi. Mi ricordo i tossici sbandati per strada, gente che vomitava alla fermata degli autobus, che ti si avvicinava con aria sconvolta, “che c’hai cento lire?“, senza speranza né convinzione.

Mi ricordo i telegiornali, con le facce impaurite degli stessi telecronisti che raccontavano i nuovi sviluppi della guerra allo Stato proclamata dai brigatisti, le lettere con i pezzi di orecchio o con le dita delle vittime dell’anonima sequestri. Mi ricordo che sparavano al Papa, che rapivano presidenti del consiglio, che mettevano bombe sui treni, sulle piazze, sulle stazioni e non passava giorno che non incontravi posti di blocco con la polizia con i mitra spianati.

Mi ricordo andando allo stadio il clima di odio e di paura, il dover nascondere la sciarpa, il guardarsi intorno per capire la mala parata e di nuovo, le cariche della polizia, i lacrimogeni, le corse a per di fiato. Mi ricordo al concerto degli Spandau Ballet al Palaeur quella banda che rubava catenine e piumini Moncler e chi fiatava prendeva anche gli schiaffi.

Succedeva 40 anni fa o giù di lì. Ma me lo ricordo solo io? Certo, di stranieri in giro se ne vedevano molti di meno. Ma pensate sul serio che eravamo più sicuri? Eppure nessuno aveva mai fatto una campagna elettorale e vinto le elezioni promettendo un’arma per tutti. Forse perché i pericoli erano talmente reali, concreti, quotidiani, che nessuno avrebbe puntato a cavalcare le paure ataviche ed irrazionali dell’altro, del diverso. Nessuno aveva mai pensato di scrivere un Decreto Sicurezza, perché la sicurezza per decreto non te la garantisce nessuno.

Chi non vorrebbe vivere sicuro? Anche l’uomo primitivo si univa ad altri uomini per difendersi dagli attacchi dei nemici e proteggere i suoi cari. Ma ci siamo evoluti e già gli antichi romani avevano capito che si è più sicuri includendo i vicini, piuttosto che combattendo i nemici. E la storia, in qualsiasi epoca, ci insegna che per essere sicuri bisogna costruire alleanze, allargare le comunità, sostenere lo sviluppo altrui, non per buonismo, ma proprio per migliorare la sicurezza. Vive più sicuro chi non ha nemici di chi costruisce muri.

Non credo sia difficile capirlo. Invece mi sembra che qui si preferisca stabilire i turni per difendere i confini della propria caverna. Visto mai, dovessero rubarci l’argenteria.

Interviste con laziali notevoli/5. Romolo Giacani

Grazie a Pank per questa bella intervista sulla nostra comune passione per i colori biancocelesti!

POSTPANK

Una delle manie di molti, nel raccontare le storie romane legate al tifo, è attribuire a romanisti e laziali alcune caratteristiche storiche, sempre accollando al “vincente” la parte del romanista, che in effetti, poi, non vince mai niente, sul campo. Per questo a prima vista sembra quasi strano che uno che si chiama Romolo sia tifoso della Lazio, che alcuni associano a Remo, al quale viene affibbiata l’immagine di perdente. Senza entrare nel merito del mito, possiamo tranquillamente rivendicare il nome di Romolo alla Lazio, che è la più antica squadra di Roma, fondata a Piazza della Libertà, come dicono i documenti storici. Certezze inesistenti di là dal Tevere. Romolo Giacani è un innamorato della penna: ha scritto 4 romanzi, e tiene da anni un blog molto seguito, Viaggi ermeneutici, in cui si diletta a scrivere gustosi post minchioni, come li definisce lui. Uomo dalla penna delicata…

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Mark Twain chi? Ovvero le dieci migliori citazioni di Mark Twain

Tra vent’anni sarai più dispiaciuto per le cose che non hai fatto che per quelle che hai fatto. Quindi sciogli gli ormeggi, naviga lontano dal porto sicuro. Cattura i venti dell’opportunità nelle tue vele. Esplora. Sogna. Scopri.

Chi se fa l’affari sua, torna sano a casa sua.

Il giornalista è colui che distingue il vero dal falso. E pubblica il falso.

Alle tende da sole ho sempre preferito le tende da compagnia.

Un banchiere è uno che ti presta il suo ombrello quando c’è il sole, ma lo rivuole indietro appena inizia a piovere.

Cristoforo Colombo ha scoperto l’America. Ma in realtà avrebbe voluto scoprire il reddito di cittadinanza.

Smettere di fumare è la cosa più facile al mondo. Lo so perché l’ho fatto migliaia di volte.

Chi è questo Babbo Natale che si presenta ogni anno? Quanti voti ha preso? Chi l’ha eletto? E allora i Marò?

Se raccogliete un cane affamato e lo nutrirete non vi morderà. Ecco la differenza tra l’uomo ed il cane.

Il PD aveva intenzione di mettere una tassa su tua mamma, tua sorella, il cane, il gatto, il topo, l’elefante, non manca più nessuno, solo non si vedono i due leocorni. Se anche tu sei indignato contro la tassazione dei leocorni , fai copia-incolla e diventerai Mark Twain per un giorno.